Palazzo Donini valuta l’impatto: gettito da 91 milioni annui
📌 FLASH NEWS – In Umbria 388.100 proprietari di auto e moto fino a 80 kW potrebbero beneficiare del taglio del bollo. Palazzo Donini valuta l’impatto sui conti regionali, dove il gettito annuo supera i 91 milioni di euro. Attesi i dettagli.
PERUGIA – Il possibile taglio del bollo auto apre una partita rilevante anche per i conti della Regione Umbria. Dopo l’annuncio del Governo, a Palazzo Donini sono iniziate le valutazioni sull’impatto che il provvedimento potrebbe avere sulle entrate regionali, mentre restano attesi i dettagli sulle modalità di compensazione delle minori risorse. Lo riporta oggi il Lessaggero dell’Umbria.Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Umbria sono 388.100 le persone fisiche che possiedono almeno un’auto o un motociclo con potenza fino a 80 kilowatt e che rientrerebbero quindi nella platea interessata dalla misura. Il Ministero indica inoltre 548.172 veicoli umbri entro la soglia degli 80 kW.
Palazzo Donini valuta l’impatto sul bilancio
Per il bilancio regionale il bollo auto rappresenta una voce consistente. Nel quadro fornito, la Regione avrebbe incassato 91,1 milioni di euro nell’ultimo anno, ai quali si aggiungono le somme recuperate attraverso le attività di contrasto all’evasione. Proprio per questo, negli uffici regionali si guarda con particolare attenzione al sistema di compensazione che dovrebbe accompagnare l’eventuale riduzione del tributo. Il segretario regionale della Lega Riccardo Marchetti ha sostenuto che l’esenzione avrebbe un impatto concreto su famiglie e lavoratori, sottolineando che auto e motocicli rappresentano strumenti essenziali per gli spostamenti quotidiani. Nella posizione riportata, la misura non sarebbe collegata all’Isee e lo Stato dovrebbe compensare le minori entrate delle Regioni.
Il peso dell’evasione del bollo
Accanto al gettito ordinario resta il problema dell’evasione della tassa automobilistica. Secondo i dati contenuti nel quadro fornito, alla scadenza mancherebbero ogni anno circa 25 milioni di euro, con una quota significativa di contribuenti che non versa regolarmente il tributo. Il tema aveva già inciso sulle precedenti scelte fiscali della Giunta regionale. Nel 2025 l’ipotesi di aumentare il bollo venne infatti abbandonata durante la definizione della manovra fiscale, mentre vennero mantenuti altri interventi sulle entrate regionali. La Regione aveva confermato pubblicamente la volontà di evitare l’aumento della tassa automobilistica.
La rottamazione delle vecchie cartelle
L’elevato livello di crediti non riscossi ha portato inoltre la Regione ad aderire alla definizione agevolata dei debiti relativi alla tassa automobilistica. La misura riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione e consente ai contribuenti interessati di saldare il capitale dovuto senza sanzioni e interessi. La Regione Umbria ha formalizzato l’adesione alla cosiddetta rottamazione quinquies con la legge regionale approvata il 31 luglio 2026. Nel quadro regionale fornito, la platea potenziale viene stimata in circa 7 mila automobilisti, mentre il gettito atteso dalla definizione agevolata sarebbe pari a circa 5 milioni di euro.
Crediti regionali per oltre 200 milioni
La consistenza complessiva dei crediti legati al bollo auto affidati alla riscossione viene indicata in 201 milioni di euro. Di questi, 163 milioni riguarderebbero l’imposta non versata, mentre altri 38 milioni sarebbero costituiti da sanzioni e interessi. Il tema del taglio del bollo si intreccia quindi con una situazione già caratterizzata da gettito rilevante, evasione consistente e crediti accumulati negli anni, rendendo centrale per Palazzo Donini la definizione delle compensazioni statali.
Una platea ampia in Umbria
La misura annunciata dal Governo interesserebbe una parte consistente dei proprietari di veicoli umbri. Il limite indicato è quello degli 80 kilowatt, senza collegamento all’Isee, secondo quanto comunicato dal Ministero.
Per la Regione, tuttavia, la questione principale resta la sostenibilità finanziaria dell’intervento. L’eventuale perdita di una parte significativa degli introiti del bollo dovrà infatti essere valutata insieme ai meccanismi di compensazione previsti a livello nazionale, sui quali sono attesi ulteriori dettagli.

Commenta per primo