Rischio esclusione per molti enti, inviata lettera a Manfredi e Meloni
Il comunicato diffuso da Anci Umbria evidenzia una crescente preoccupazione per la possibile rimodulazione dei criteri di classificazione dei Comuni montani, che potrebbe ridurre in modo drastico il numero di enti riconosciuti tali nella regione. Attualmente, 69 comuni umbri su 92 beneficiano di incentivi economici e agevolazioni fiscali indispensabili per sostenere aree caratterizzate da criticità strutturali e infrastrutturali.
Il presidente Federico Gori e il coordinatore della Consulta per le Politiche della Montagna Giampiero Fugnanesi hanno indirizzato una lettera ufficiale al presidente nazionale Anci Gaetano Manfredi e all’assessora regionale Simona Meloni per richiamare l’attenzione sulla questione. Nel documento, Anci Umbria esprime timori per l’impostazione “eccessivamente restrittiva” dei nuovi criteri che, basandosi quasi esclusivamente su parametri altimetrici e di pendenza, rischierebbero di penalizzare numerosi territori interni.
Secondo l’associazione, tale approccio snaturerebbe la ratio della Legge Montagna, nata per valorizzare la complessità orografica e sociale delle aree montane e per contrastare fenomeni come lo spopolamento, la perdita di servizi essenziali e le disuguaglianze economiche. La definizione troppo rigida di “montanità” – si legge ancora nel testo – potrebbe inoltre compromettere l’accesso a strumenti fondamentali come il Fondo per la montagna e altri meccanismi di sostegno statale, amplificando i divari già presenti tra territori umbri.
Anci Umbria chiede quindi che, prima dell’espressione del parere in Conferenza Unificata, venga avviato un confronto ampio e condiviso tra le Anci regionali e i delegati nazionali, così da garantire una posizione comune e rappresentativa. L’associazione, in chiusura, manifesta la propria disponibilità al dialogo e auspica un coordinamento nazionale in grado di assicurare maggiore tutela ai comuni montani.

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