Presentato a Perugia il docufilm girato in Umbria ad aprile
È stato presentato questa mattina, venerdì 6 giugno 2025, nella Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori a Perugia il film documentario “E se ora, lontano. Un’altra voce esiste”, diretto da Massimo Selis e prodotto da Phausania Film, con il patrocinio del Comune di Perugia. Alla conferenza stampa hanno preso parte il regista, la produzione e l’assessore al turismo e spettacolo dal vivo Fabrizio Croce.
La pellicola, girata lo scorso aprile in Umbria, si propone come una riflessione sull’identità giovanile contemporanea, cercando di restituire spazio e ascolto a voci spesso ignorate o filtrate attraverso stereotipi. Il film è frutto di un’indagine durata mesi, basata su dialoghi autentici con ragazze e ragazzi provenienti da varie parti d’Italia. Un gruppo selezionato di loro è stato poi coinvolto direttamente nella realizzazione dell’opera.
Il set è stato allestito a Pian di Marte, nei pressi del Lago Trasimeno, in una pieve risalente al XII secolo, oggi restaurata e non più consacrata. Questo luogo, immerso nella quiete e nella natura, ha fornito il contesto ideale per un’esperienza intensa e partecipata, lontana dal frastuono del mondo contemporaneo. Il film si sviluppa in una narrazione che alterna momenti documentaristici e scene più vicine alla finzione, in una cornice che richiama suggestivamente il Decameron di Boccaccio.
Per dieci giorni e dieci notti, i giovani partecipanti hanno abitato la pieve, impegnandosi non solo nella realizzazione del film, ma anche nella gestione quotidiana del casale, secondo le indicazioni lasciate loro dal proprietario. Questo contesto ha favorito l’instaurarsi di una dimensione comunitaria, dove la riflessione ha potuto intrecciarsi con la condivisione e il lavoro collettivo. Ne sono nati dialoghi sinceri su temi centrali della contemporaneità: l’esperienza della pandemia, la necessità di relazioni autentiche, la tecnologia onnipresente, la spiritualità, la morte, il senso della responsabilità individuale e collettiva, e il futuro da immaginare e costruire.
Un elemento simbolico forte è rappresentato dalla presenza, all’interno del casale, di un manoscritto dell’Ottocento, redatto dall’antico pievano del luogo. Questo testo, lasciato ai ragazzi come strumento di ispirazione, ha offerto uno spunto per creare connessioni tra passato e presente, tra memoria storica e visione futura.
Il film, secondo quanto emerso dalla presentazione, mira a combattere l’immagine standardizzata e spenta di una generazione che spesso viene etichettata come passiva, disinteressata e plasmata dalla tecnologia. Al contrario, l’opera propone una gioventù capace di letture complesse della realtà, desiderosa di costruzione e profondamente consapevole. Il titolo stesso, “E se ora, lontano. Un’altra voce esiste”, allude a questa possibilità di distanziarsi dai modelli dominanti per affermare un punto di vista alternativo.
Il film è ora in fase di post-produzione, che si svolgerà tra la Sardegna e l’Umbria. La cura del suono è affidata a Daniele Marinelli, tecnico già coinvolto durante le riprese. Il montaggio è in corso e parallelamente la produzione sta completando la campagna di raccolta fondi per sostenere la distribuzione e finalizzazione dell’opera.
È già stato raggiunto un pre-accordo con una casa di distribuzione, e si prevede l’uscita del film entro la fine del 2025. L’intento dichiarato è quello di far arrivare le voci raccolte nel documentario in ogni parte del Paese, a testimonianza di un’energia giovanile che, al di là delle narrazioni più diffuse, esiste e resiste.
Dal punto di vista stilistico, la regia adotta un doppio livello narrativo e visivo: l’osservazione diretta e la costruzione scenica si fondono, lasciando spazio sia alla verità individuale di ciascun partecipante sia alla coralità del gruppo. Il risultato è una pellicola ibrida, sperimentale, che affida al cinema indipendente la responsabilità e la libertà di esplorare territori nuovi, senza l’obbligo di conformarsi a linguaggi consolidati.
Il film rappresenta quindi anche un manifesto per un cinema capace di rinnovarsi, di ascoltare, e di rischiare. Un cinema che non insegue i trend, ma che si prende il tempo di osservare e restituire la complessità dell’essere giovani oggi, in un tempo segnato da crisi ma anche da nuove possibilità.
“E se ora, lontano. Un’altra voce esiste” si propone come un’opera che dà parola a una generazione spesso inascoltata e rivendica, con forza, la legittimità di uno sguardo diverso sul presente.

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