Campagna regionale porta il fascicolo elettronico nelle case umbre
L’Umbria compie un salto decisivo nella digitalizzazione della sanità con il lancio della campagna regionale dedicata al Fascicolo sanitario elettronico 2.0. L’iniziativa, diffusa capillarmente sul territorio, mira a rendere accessibile a ogni cittadino uno strumento che non è soltanto tecnologico, ma rappresenta un cambiamento culturale nella gestione della salute.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha sottolineato come il Fse sia destinato a diventare l’infrastruttura centrale per garantire cure più sicure, personalizzate ed efficaci, mettendo al centro la persona e la qualità dei servizi. La campagna, coordinata dalla Regione e affidata alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, coinvolge ospedali, farmacie, Comuni e Digipass, con materiali informativi, affissioni urbane, spot cinematografici e contenuti digitali diffusi su social e piattaforme Rai.
Cuore dell’iniziativa è il “Fse in Tour”, che porterà sportelli mobili e facilitatori digitali nelle 12 Zone Sociali dell’Umbria, creando occasioni di incontro diretto con la popolazione. Parallelamente, il nuovo portale “Umbria in Salute” offre accesso immediato al fascicolo e materiali multimediali per comprenderne funzioni e potenzialità.
I risultati già conseguiti confermano il cambio di passo: 83,6% dei documenti conferiti al Fse a luglio 2025, vicino al target del 90% fissato per giugno 2026; 100% dei medici di medicina generale abilitati; 88,2% dei documenti firmati Pades rispetto all’84% della media nazionale; 94% di adesione alla formazione PNRR tra medici e pediatri, superando l’obiettivo dell’85%.
La Regione si distingue anche per l’adozione anticipata degli standard europei CDA2, con il 100% dei documenti conformi rispetto all’87% nazionale, e per l’abilitazione dell’87% dei medici specialisti, superiore alla media italiana. Entro marzo 2026 saranno coinvolti oltre 8.000 operatori sanitari delle quattro aziende regionali.
Il successo è frutto di una co-progettazione condivisa che ha visto la collaborazione di Regione Umbria, Punto Zero per lo sviluppo tecnologico, Consorzio Scuola Umbra con la Fondazione Politecnico di Milano per formazione e comunicazione, e le aziende sanitarie per l’adeguamento dei sistemi. L’Umbria, da fanalino di coda, si propone oggi come modello nazionale di sanità digitale.

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