Aiutateci a ripartire non fate morire l’ippica, lo chiede Sergio Carfagna

 
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Movida cittadina post lockdown un problema che deve essere affrontato

Aiutateci a ripartire non fate morire l’ippica, lo chiede Sergio Carfagna

“Non fate morire l’ippica, il mondo dei cavalli e le attività equestri e produttive collegate al settore sono parte della storia del nostro paese. Ci siamo anche noi. Non abbandonateci”. Alla vigilia della riapertura degli ippodromi e corse al trotto e galoppo in tutti gli ippodromi nazionali, sancita dal via libera ministeriale con l’annuncio del sottosegretario al Mipaaf con delega all’ippica, Giuseppe L’Abbate, dopo un lungo stop di oltre settanta giorni, si leva alto il grido di allarme, un vero e proprio Sos anche dall’Umbria da Sergio Carfagna, 65 anni titolare di scuderia e allevatore di primissimo piano di cavalli da trotto, che ha iniziato ad Assisi, nella sua tenuta “mozzafiato” di oltre 15 ettari ai piedi della Basilica, assieme al nonno Santino e al padre Tino (indimenticato maestro di campo della Quintana di Foligno) a tirar su puledri negli anni ’80 quando possedeva due sole fattrici.

Gli ottimi risultati raggiunti in breve tempo fanno sì che a distanza di oltre 30 anni l’attività si è ingrandita incredibilmente. Oggi il suo allevamento, preso a modello a livello nazionale, può vantare la presenza di circa 25 fattrici (fra cui Irina, cavalla di rango seconda dietro Algiers Hall, al Campionato Europeo di Trotto di Cesena nel 2009), 13 puledri della lettera D di un anno, altri 8 di due anni, pronti al debutto estivo e affidati alle sapienti mani dell’allenatore Salvatore Valentino, di stanza presso le prestigiose scuderie Hippogroup dell’ippodromo Savio di Cesena ed infine i gioielli di casa, due stalloni del calibro di Iglesias (pluridecorato campione delle piste di tutta Italia, rapito e ritrovato sano e salvo quasi per miracolo il 4 giugno 2009) e Turbo Sund.

Per non parlare poi della storia, diventata leggenda, della cavallina bianca, albina, unica in Europa (figlia di Melodiass e Gruccione Jet) che venne alla luce fra lo stupore e incredulità dello stesso Carfagna e del veterinario di fiducia, il 5 Aprile del 2014, che il mago delle genealogie e conoscitore di cavalli da trotto nonché amico fraterno di Carfagna, Padre, Danilo Reverberi, ribattezzò, Via Lattea. Ora quel fenomeno della natura, candida come la neve, che ha debuttato e vinto in Svezia e America (seguita come una star dai media di tutto il mondo e dalla scienza) è diventata la fattrice “regina” di una delle più importanti scuderie internazionali a cui l’allevatore di Assisi l’ha ceduta quasi per volerla proteggere e garantirgli un futuro da campionessa dentro e fuori la pista.

Oggi Sergio Carfagna, segue i cavalli dalla nascita e neanche il Covid-19, la crisi del settore, la chiusura degli ippodromi lo ha scoraggiato ad appendere le redini lunghe e il sulky al chiodo: lui è anche apprezzato gentlemen driver. “L’amore per i cavalli è il punto di partenza per fare bene questo mestiere ed è il primo insegnamento che mio padre e mio nonno mi hanno consigliato di seguire – precisa Carfagna con la voce rotta dall’emozione ma la determinazione a non mollare ed andare avanti sostenendo spese continue e sforzi di ogni genere pur di tornare in pista.

“L’Umbria non ha un ippodromo, ma tanta storia, tradizioni equestri, prima fra tutte la Quintana, allevamenti di rango internazionale di galoppo e trotto, professionisti, veterinari, imprese e tutto un indotto collegato al mondo dei cavalli, dietro i quali ci sono tante famiglie che vogliono ripartire e attendono dal Governo e da chi decide attenzione e aiuti. L’orgoglio non ci manca, siamo uomini e donne di cavalli abituati a lottare”, conclude Carfagna. “Non ci abbandonate”.

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