Coronavirus e social, odio e sfogatoio, FB non luogo dove elaborare dati

HATER E BULLI DIGITALI le notizie contrastanti non aiutano la comunicazione

 
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Coronavirus e social, odio e sfogatoio, FB non luogo dove elaborare dati

Coronavirus e social, odio e sfogatoio, FB non luogo dove elaborare dati

Il Prof. Edoardo Novelli, docente di comunicazione politica all’Universita’ di Roma Tre, e’ intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’e’ desta“, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano. Riguardo il ruolo della comunicazione nell’emergenza Coronavirus.

Viviamo in una realta’ in cui la comunicazione e’ diventata assolutamente centrale, uno degli elementi principali in molti ambiti, quindi incide sulle vicende politiche ed economiche– ha affermato Novelli- In una situazione d’emergenza come questa, la comunicazione e’ uno degli elementi importanti nella gestione dell’emergenza stessa. Ci si e’ trovati di fronte ad una situazione del tutto inedita, di cui non si conoscono gli sviluppi. L’aspetto di crisi quindi e’ stato accentuato. Uno degli elementi che fa emergere difficolta’ e’ il fatto che la comunicazione vuol dire tante cose, ci sono tanti soggetti titolati a comunicare, da tanti punti di vista. Da un lato c’era la comunicazione delle istituzioni che ha la finalita’ di gestire la situazione, di porre rimedio all’emergenza. Poi c’e’ un altro tipo di comunicazione che e’ quella informativa. I giornali ragionano da un altro punto di vista“.

Il racconto dell’informazione in Italia– prosegue Novelli nell’intervista a Radio Cusano Campus- si nutre anche di un aspetto di eccezionalita’, e’ stato un racconto giocato molto spesso sull’emotivita’. Poi c’e’ un’altra area che e’ quella politica. Quando parla la politica non parla ne’ con la logica della gestione, ne’ con il punto di vista dell’informazione, ma con una logica di opportunita’ politica. Abbiamo avuto quindi tre tipologie di comunicazioni diverse che molto spesso non collidono.

Ci sono stati quindi messaggi contrastanti. In una dittatura e’ molto piu’ facile gestire queste operazioni, perche’ ci sono pochi soggetti titolati a comunicare, c’e’ l’abitudine a non discutere cio’ che viene comunicato dall’alto.

In una situazione di crisi la comunicazione dovrebbe essere convergente, rassicurante. Qui invece e’ emersa una discrepanza tra la logica nazionale, l’autorita’ centrale e quella locale. L’informazione italiana gioca molto sul registro dell’emotivita’. Molti di quei giornali pero’ rispondevano anche ad una logica politica.

I giornali di centrodestra schierato contro qualunque cosa facesse il governo. Ognuno ha ragionato con le sue logiche.

La comunicazione dei cittadini attraverso i social? Credo che sia lo specchio di quello che succede nel Paese, dubito che dall’utilizzo dei cittadini dei social possa derivare una sorta di etica o di ecologia della comunicazione. Anzi, i social sono i luoghi dove emergono le pulsioni piu’ dirette, le fake news, e’ uno sfogatoio, quindi non e’ il luogo di un’elaborazione fredda delle cose che avvengono“. (Red/ Dire)

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