Violentata dal cognato quando la sorella non c’era, salvata dalla vicina

La cena non è pronta picchia convivente e figlio albanese denunciato e rimpatriato

Violentata dal cognato quando la sorella non c’era, salvata dalla vicina

Molestata e abusata più volte dal marito della sorella. E’ quanto accaduto a una giovane donna arrivata in Italia dal Marocco. Se quel giorno i vicini di casa non avessero sentito le urla della vittima forse nessuno l’avrebbe soccorsa e magari lei non avrebbe neanche mai sporto denuncia. Lo scrive oggi il Corriere dell’Umbria in un articolo di Francesca Marruco.

Il quotidiano racconta la storia di Fatima (nome di fantasia), una ragazza costretta subire le violenze del cognato quando la sorella è fuori. Arriva in Italia, si trova un lavoro come badante e nel giorno libero va a trovare la sorella che vive a Perugia con il marito e i quattro figli. Finché la sorella va a vivere per un periodo in Francia da altri parenti in vista di un trasferimento definitivo di tutta la famiglia e lei resta di fatto da sola con il cognato e il nipote più grande che spesso è fuori casa.

Il marito della sorella in un paio di occasioni la molesta. L’uomo arriva anche a minacciarla di non raccontare nulla alla sorella perché altrimenti non l’avrebbe aiutata ad ottenere il permesso di soggiorno familiare. Lei non racconta nulla, spera che siano state solo due occasioni che non avranno alcun seguito.

Ma non è così: una mattina di febbraio, quando il nipote esce di casa per andare a scuola, il cognato, secondo il suo racconto, sarebbe entrato in camera sua dentro il suo letto ed ha abusato di lei. Le sue urla hanno attirato l’attenzione di una vicina di casa che ha chiamato la polizia.

Quando i poliziotti sono riusciti ad entrare, hanno trovato la donna che piangeva e l’uomo visibilmente alterato. Agli agenti ha detto che avevano avuto un diverbio dopo aver fatto sesso consensualmente ma la cognata ha spiegato cosa era accaduto realmente. La donna, dopo aver ripetuto una per una tutte le accuse mosse al cognato, attende la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio per il suo parente acquisito.

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