Vendita vaccini alla Regione Umbria, interrogato il 40enne di Messina

 
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Vendita vaccini alla Regione Umbria, interrogato il 40enne di Messina

Vendita vaccini alla Regione Umbria, interrogato il 40enne di Messina

Il sedicente intermediario messinese, indagato per tentata truffa per aver proposto la vendita via email di una fornitura di vaccini anti Covid-19 alla Regione Umbria, è stato interrogato in video collegamento dal pm Gennaro Iannarone e dal procuratore capo Raffaele Cantone.

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L’uomo – riportano oggi i quotidiani della carta stampata – ha negato di aver mai voluto truffare la Regione dell’Umbria e gli altri governi ai quali aveva cercato di piazzare le dosi di AstraZeneca per conto di una società svizzera. Il suo avvocato, Roberto Mete, spiega come l’assistito abbia riferito “di non essere in contatto diretto di Astrazeneca ma di essere a sua volta intermediario di un altro intermediario. Ha risposto alle domande, ha respinto le accuse e ha definito il perimetro della sua attività professionale”. Il commercialista – è scritto nei quotidiani – ha spiegato di non sapere se la casamadre per cui lui lavorava aveva materialmente il possesso dei vaccini e come se li sarebbe procurati ma, ha aggiunto, di aver già svolto l’attività di intermediazione – per mascherine e ventilatori polmonari – per conto di altre società elettromedicali durante la prima fase della pandemia.

La proposta in Umbria non portò a nulla perché la direzione della Sanità diede informazione ai militari facendo scattare l’indagine. I militari del Nas di Perugia, diretti da Giuseppe Schienalunga, insieme ai colleghi di Catania all’inizio di febbraio perquisiscono lo studio e l’abitazione del commercialista che viene indagato per tentata truffa e sostituzione di persona. Nell’indagine, effettuata dai carabinieri del Nas, è emerso che Astrazeneca non ha riconosciuto i rapporti con l’indagato.

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