Uccide la moglie malata, convalidato arresto per ex medico

Uccide la moglie malata, convalidato arresto per ex medico

Convalidato l’arresto e disposti i domiciliari nei confronti dell’ottantenne di Amelia accusato di aver ucciso con due colpi di pistola, nella tarda serata del 24 dicembre, la moglie coetanea malata. E’ quanto ha deciso il gip Simona Tordelli, al termine dell’udienza di convalida che si è svolta questa mattina.

L’uomo ha confermato la confessione fornita al pubblico ministero titolare del caso, Barbara Mazzullo, subito dopo l’omicidio. Non sopportava di vedere soffrire la donna e l’ha uccisa con due colpi di pistola al cuore il 24 di dicembre poco prima della mezzanotte. L’anziano sarà quindi trasferito in una rsa di Amelia, come sollecitato dal suo difensore, l’avvocato Francesco Orsini.

 


Fonte: Agenzia Nazionale Stampa Associata
Quotidiani locali dell’Umbria


L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Orsini, secondo la sua confessione avrebbe ucciso la moglie Emanuela Rompietti, ex insegnante elementare e coetanea, colpita da una grave forma di Alzheimer. La tragedia familiare si è consumata la notte di Natale ad Amelia (Terni), poco prima della mezzanotte in un’abitazione in strada Sant’Angelo.

L’ottantenne medico in pensione ha confessato davanti al pubblico ministero Barbara Mazzullo, nel corso dell’interrogatorio che si è svolto dopo il delitto, l’uomo si sarebbe detto “angosciato” dalla situazione della donna.

Le condizioni di salute della moglie sarebbero infatti degenerate nel corso dell’ultimo mese. E lei – conosciuta per essere particolarmente brillante e socievole – nei momenti di lucidità avrebbe più volte riferito di vedere calpestata la propria dignità di persona. Da qui sarebbe maturata la decisione del marito di ucciderla per porre fine alle sue sofferenze.

L’uomo l’avrebbe quindi colpita con un paio di colpi di pistola – sembra legalmente detenuta – al petto, che non le hanno lasciato scampo. Nell’abitazione, al momento dell’omicidio, c’erano anche uno dei due figli della coppia, la compagna e una badante, che hanno poi dato l’allarme. Il corpo della donna è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre l’interrogatorio di garanzia del presunto omicida non è stato ancora fissato.

“È una tragedia che rattrista tutta la comunità, avvenuta in una giornata particolare che viene offuscata” commenta il sindaco di Amelia, Laura Pernazza. La quale conosceva personalmente la vittima e la ricorda, prima che la malattia prendesse il sopravvento, come una donna “sempre spiritosa e dalla battuta pronta”. Anche il medico era particolarmente conosciuto in città e in tutto il comprensorio amerino-narnese.

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Amelia che hanno arrestato l’80enne per omicidio volontario. Secondo una prima ricostruzione a disarmarlo, prima che tentasse di togliersi la vita con la pistola regolarmente detenuta, sarebbe stato il figlio 45enne. La coppia ha anche un altro figlio che da tempo vive nel Perugino. L’uomo è ristretto in carcere a Terni. La salma  della donna, Emanuela Rompietti, è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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