Ricostruita la giornata del 24enne, nessun indizio contro di lui
Massimo riserbo della procura di Terni sugli esiti preliminari dell’autopsia sul corpo di Andrea Fiorelli, ex maresciallo della Guardia di Finanza di 59 anni, trovato senza vita nella propria abitazione in strada di Prisciano. L’uomo è stato rinvenuto all’interno della sua auto, con una ferita profonda al collo e una motosega spenta accanto, in un contesto che ha immediatamente alimentato ipotesi contrastanti: da una parte il sospetto di omicidio volontario, dall’altra l’ipotesi sempre più accreditata di suicidio.
Il figlio della vittima, Lorenzo Fiorelli, 24 anni, assistito dagli avvocati Francesco Salvatore Donzelli e Marco Ravasio, ha ricostruito al dettaglio la propria giornata di venerdì, quella in cui il padre ha perso la vita. Il giovane non è formalmente indagato, ma si trova da giorni sotto pressione per i sospetti legati ai trascorsi difficili con il genitore.
L’avvocato Donzelli ha spiegato di aver visionato insieme al ragazzo cronologie di chiamate, messaggi, accessi a social network e perfino connessioni alla PlayStation, tutti elementi che delineerebbero un quadro incompatibile con un suo coinvolgimento diretto. «Abbiamo verificato passo per passo ciò che Lorenzo ha fatto in quel pomeriggio – ha sottolineato il legale – e i riscontri oggettivi sembrano escludere la sua presenza sul luogo e nel momento della morte».
Secondo la ricostruzione, il 24enne era rientrato a casa intorno alle 16 dopo un giro con amici tra Valnerina e Piediluco, dove si erano fermati in un bar. Una volta rientrato, si sarebbe dedicato a cercare viti di ricambio per lo scooter, con diverse telefonate a fornitori e officine. In seguito ha trascorso tempo tra conversazioni con la fidanzata, messaggi con altri conoscenti e sessioni di gioco online. Infine si sarebbe addormentato verso le 18.40, per poi essere svegliato dai carabinieri quando il corpo del padre è stato scoperto in garage dall’anziano nonno.
La procura di Terni ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti, senza al momento indirizzare l’indagine verso alcuna persona specifica. L’autopsia, affidata ai periti Massimo Lancia e Luca Tomassini, dovrà stabilire con precisione l’ora del decesso e chiarire dinamiche compatibili con un gesto volontario.
A confermare l’ipotesi del suicidio vi sarebbero anche alcuni messaggi che Andrea Fiorelli aveva inviato al figlio nei giorni precedenti, con toni di disperazione. In uno di essi, alla vigilia della tragedia, scriveva: «La faccio finita, adesso mi ammazzo». Lorenzo, turbato, aveva cercato di calmarlo e gli aveva perfino inviato il numero verde anti-suicidi dopo averlo cercato online.
Negli ultimi mesi i rapporti tra padre e figlio sarebbero stati meno conflittuali rispetto al passato. In passato, infatti, erano state necessarie più volte le forze dell’ordine per sedare discussioni accese nella villetta di Prisciano, con l’ultima lite documentata a marzo scorso. Da aprile, secondo l’avvocato, non si sarebbero più verificati episodi simili, anche in seguito a un periodo particolarmente doloroso legato alla morte di una conoscente di famiglia.
La difesa ha ribadito che Lorenzo non ha ricevuto alcuna notifica relativa all’autopsia e per questo non è stato nominato un consulente di parte. Analoga scelta è stata fatta dall’avvocato Roberto Romani, che tutela la moglie della vittima e madre di Lorenzo. Entrambe le parti hanno dichiarato piena fiducia nell’operato della magistratura e della polizia giudiziaria.
«Non ci risulta che Lorenzo sia indagato – ha spiegato Donzelli – e la ricostruzione della giornata, sostenuta da dati oggettivi come telefonate, messaggistica e collegamenti online, appare incompatibile con la possibilità di un suo coinvolgimento. Quanto accaduto mostra piuttosto i segni di un suicidio, circostanza che trova conferma nei messaggi lasciati da Andrea Fiorelli, indicativi di una condizione personale complessa».
Il giovane, secondo quanto riferito dal suo legale, vive con angoscia la pressione di questi giorni e continua a ribadire la sua estraneità ai fatti. Al momento resta parte offesa, insieme alla madre e agli altri familiari, in un’indagine che mira a chiarire definitivamente le circostanze della morte del maresciallo in pensione.
Il lavoro degli investigatori prosegue con la raccolta di testimonianze e l’analisi dei dispositivi elettronici. L’esito dell’autopsia sarà determinante per fornire risposte certe e stabilire se la pista principale rimarrà quella del suicidio o se emergeranno elementi tali da orientare diversamente l’inchiesta.

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