Provvedimenti del Questore dopo arresti e spaccio nei giardini
Spacciavano ai giardini – Il Questore di Terni, Bruno Mangino, ha emesso tre misure di Daspo Urbano nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in episodi che hanno turbato la regolare fruizione degli spazi pubblici durante la movida cittadina. I provvedimenti, adottati in seguito a quanto accaduto nella notte tra il 15 e il 16 giugno, mirano a tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza urbana nel centro storico.
Il primo destinatario del Daspo è un giovane residente a Terni, arrestato nei giardini Furio Miselli nella notte del 15 giugno. L’uomo era stato fermato dalle forze dell’ordine in un’area della città particolarmente frequentata nelle ore serali e notturne, in corrispondenza del fine settimana, teatro di episodi che hanno richiesto l’intervento della polizia. Il giovane era stato tratto in arresto in flagranza e la sua condotta è stata ritenuta incompatibile con la serena fruizione degli spazi urbani. In seguito alla valutazione dei fatti, è stato emesso nei suoi confronti un provvedimento che vieta l’accesso e la permanenza, per un periodo di dodici mesi, all’interno di esercizi pubblici e locali di intrattenimento presenti nell’area della cosiddetta movida. Il divieto si applica a bar, pizzerie, gelaterie e altri luoghi di aggregazione inclusi nel perimetro urbano maggiormente interessato dalla presenza serale e notturna di cittadini.
Contestualmente, sono stati disposti altri due Daspo nei confronti di due cittadini stranieri coinvolti in attività illecite nella stessa fascia oraria. I due uomini, uno di nazionalità marocchina e l’altro tunisina, sono stati sorpresi dalle pattuglie della Polizia durante controlli mirati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di prevenzione e controllo condotta dalle forze dell’ordine ha infatti portato all’individuazione di episodi di cessione di droga proprio nelle vicinanze dei principali luoghi di ritrovo giovanile del centro cittadino.
Spacciavano ai giardini
I provvedimenti nei confronti dei due stranieri, analoghi a quello disposto per il giovane ternano, prevedono il divieto di accesso e stazionamento per un anno all’interno dei locali pubblici situati nella zona urbana della movida. La Divisione Anticrimine della Questura, guidata dal Primo Dirigente Andrea Sposi, ha curato l’istruttoria dei procedimenti in collaborazione con le pattuglie operative sul territorio, assicurando una rapida risposta sul piano amministrativo alle condotte ritenute incompatibili con il rispetto delle regole di civile convivenza.
L’adozione dei Daspo Urbani si inserisce in un più ampio contesto di interventi volti a garantire il rispetto della legalità nelle ore notturne, con particolare attenzione ai fine settimana, periodo in cui si registra una maggiore affluenza di persone nei luoghi pubblici del centro storico. L’obiettivo è quello di preservare la sicurezza di cittadini e operatori commerciali, scoraggiando comportamenti che possono dar luogo a situazioni di pericolo o degrado.
I controlli messi in atto dalle forze dell’ordine nelle serate del fine settimana si avvalgono di un dispositivo rafforzato, predisposto dalla Questura per contrastare fenomeni di microcriminalità legati all’abuso di alcol, alla detenzione e spaccio di droghe e ad altri comportamenti lesivi dell’ordine pubblico. In tale contesto, la misura del Daspo Urbano costituisce uno strumento efficace per impedire che soggetti già individuati per condotte illecite possano reiterare i comportamenti in contesti affollati, compromettendo la serenità e la sicurezza della collettività.
Gli episodi registrati nella notte del 15 giugno hanno rappresentato una criticità significativa per la gestione della sicurezza urbana. La risposta della Questura, attraverso l’adozione dei provvedimenti amministrativi previsti dal decreto-legge 14 del 2017, convertito in legge n. 48/2017, si è concretizzata in tempi brevi, con l’emissione delle misure interdittive nel rispetto dei criteri di urgenza e proporzionalità.
L’azione della Polizia di Stato prosegue con attività di monitoraggio e prevenzione, anche mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e la presenza visibile delle pattuglie nelle zone ritenute più sensibili. Particolare attenzione viene riservata alle aree verdi urbane e agli spazi prossimi agli esercizi commerciali, spesso punto di ritrovo per gruppi giovanili.
Le misure adottate rappresentano un esempio concreto di utilizzo della normativa vigente per contrastare situazioni di rischio, confermando l’impegno delle istituzioni locali nel tutelare la sicurezza urbana. L’applicazione dei Daspo Urbani si affianca così alle tradizionali attività di polizia giudiziaria, rafforzando l’azione preventiva sul territorio.
Cosa sono i Daspo Urbani
Il Daspo Urbano, introdotto con il decreto-legge n. 14/2017 e convertito in legge n. 48/2017, è una misura di prevenzione che consente alle autorità di pubblica sicurezza di vietare l’accesso o lo stazionamento a soggetti ritenuti pericolosi in specifiche aree cittadine. Tali provvedimenti vengono adottati per tutelare l’ordine pubblico e garantire la fruizione sicura degli spazi urbani da parte dei cittadini. In particolare, il Daspo può colpire coloro che si rendono protagonisti di comportamenti violenti, molesti o illeciti nei pressi di esercizi pubblici, scuole, stazioni, parchi e altri luoghi sensibili.

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