Sequestro armi bianche rivela rete illecita scoperta dai Carabinieri

Sequestro armi bianche rivela rete illecita scoperta dai Carabinieri

Maxi operazione dei militari porta tre denunce nella città di Perugia

I Carabinieri hanno eseguito un sequestro di oltre duecento armi bianche nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura, che ha portato alla denuncia di tre persone del posto. L’operazione, condotta nella giornata odierna, ha messo in luce un intreccio di attività illecite che, secondo gli investigatori, coinvolgeva sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento e possibili collegamenti con lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Indagine avviata dopo riscontri investigativi

L’attività investigativa è scaturita da una delega della Procura all’Aliquota Carabinieri, che nei giorni scorsi aveva trasmesso un’informativa dettagliata. I militari avevano documentato movimenti sospetti riconducibili a una coppia di origine ecuadoriana e a un uomo italiano, individuato come possibile intermediario. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quest’ultimo avrebbe gestito gli spostamenti di clienti e prostitute, oltre a occuparsi, su richiesta, della fornitura di sostanze stupefacenti.

Gli elementi raccolti hanno portato alla disposizione di due perquisizioni, sia domiciliari sia informatiche, eseguite con il supporto del personale del Comando Compagnia di Perugia. L’obiettivo era verificare la presenza di strumenti, documenti o dispositivi utili a confermare le ipotesi investigative.

Il ritrovamento di oltre 240 armi bianche

Durante le operazioni, i Carabinieri hanno rinvenuto un quantitativo straordinariamente elevato di armi bianche, superando le duecento unità. Tra queste figuravano katane, asce, coltelli di varie dimensioni e persino un apparecchio da mattazione completo di munizionamento, elemento che ha destato particolare attenzione per la sua potenziale pericolosità.

Oltre all’arsenale, sono stati sequestrati tre smartphone, un computer portatile, un tablet e diversa documentazione, ritenuti materiali utili a ricostruire contatti, spostamenti e attività connesse ai reati contestati. Gli investigatori stanno ora analizzando i dispositivi per individuare ulteriori elementi che possano chiarire il ruolo dei tre indagati e l’ampiezza delle attività illecite.

Tre persone denunciate e indagini ancora in corso

I Carabinieri hanno deferito in stato di libertà due uomini e una donna, tutti residenti nella zona, per detenzione abusiva di armi e per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni per definire eventuali ulteriori responsabilità e per comprendere se l’arsenale sequestrato fosse destinato alla vendita, alla collezione illegale o a scopi differenti.

L’operazione rappresenta un nuovo tassello nella strategia di controllo del territorio, con l’obiettivo di contrastare fenomeni che, secondo gli investigatori, possono incidere sulla sicurezza locale. Le autorità stanno ora lavorando per completare il quadro probatorio e delineare con precisione la rete di rapporti tra i soggetti coinvolti.

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