Rissa distributore Sant’Andrea delle fratte, altri due arresti
Rissa a Perugia, arrestati due uomini per i fatti di dicembre Violenti scontri presso un distributore, nuovi provvedimenti Nuovi arresti dopo la rissa a Perugia del 29 dicembre: due uomini ai domiciliari per i violenti scontri di Sant’Andrea delle Fratte.
L’operazione dei Carabinieri e le misure restrittive
Le autorità di pubblica sicurezza hanno inferto un nuovo colpo alla rete di violenza che aveva scosso il territorio umbro alla fine dello scorso anno. I Carabinieri della Stazione di Perugia, supportati dalle unità dell’8° Reggimento Lazio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari. Il provvedimento ha colpito due uomini di 41 e 43 anni, entrambi di nazionalità albanese, finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di rissa aggravata in concorso. L’azione si inserisce in un quadro investigativo più ampio, volto a punire la brutalità di uno scontro che aveva coinvolto una decina di persone in un’area pubblica, creando forte allarme sociale tra i residenti e i passanti.
La dinamica del brutale scontro di fine dicembre
La vicenda trae origine dai gravi disordini scoppiati la sera del 29 dicembre nei pressi di una stazione di servizio situata nella frazione di Sant’Andrea delle Fratte. Quella notte, un diverbio tra opposte fazioni si era rapidamente trasformato in una guerriglia urbana. Durante le fasi concitate del conflitto, un giovane macedone di 27 anni era rimasto ferito in modo serio: l’uomo era stato travolto da un’automobile guidata da due contendenti che stavano tentando una fuga precipitosa dal luogo del delitto. La vittima dell’investimento era stata poi trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i medici avevano riscontrato lesioni guaribili in un mese, prima che lo stesso finisse in manette insieme agli altri partecipanti.
Indagini tecniche e identificazione dei fuggitivi
Il lavoro degli inquirenti non si è fermato ai primi arresti eseguiti in flagranza, che avevano già portato in cella undici individui tra i 19 e i 31 anni. Grazie a un minuzioso lavoro di analisi dei filmati registrati dai circuiti di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte sul campo, i militari sono riusciti a dare un nome e un volto a chi era riuscito a dileguarsi prima dell’arrivo delle pattuglie. Le prove raccolte hanno evidenziato un uso sistematico di oggetti contundenti come sedie e bastoni, confermando la ferocia dell’evento. Oltre ai due arrestati odierni, è stato individuato un terzo complice di 31 anni, il quale risulta attualmente irreperibile e attivamente ricercato su tutto il suolo nazionale.
Il provvedimento del Tribunale e le esigenze cautelari
La decisione del G.I.P. di applicare la misura dei domiciliari nasce dalla valutazione della pericolosità sociale degli indagati e dal concreto rischio che condotte simili possano ripetersi. Gli elementi indiziari sono stati definiti gravi e concordanti, delineando un quadro di violenza gratuita che non poteva restare impunito. Il coinvolgimento di persone provenienti da diverse località della provincia, tra cui Panicale e Passignano, dimostra come il fenomeno della criminalità di gruppo richieda una vigilanza costante. Il magistrato ha sottolineato come l’utilizzo del veicolo come arma impropria durante lo scontro rappresenti un aggravante significativa nella valutazione del regime detentivo applicato ai responsabili.
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| Categoria Soggetti | Numero | Età | Nazionalità | Stato Giudiziario |
| Arrestati in flagranza | 11 | 19-31 anni | Albanese, Macedone, Romena | Tratti in arresto il 29/12 |
| Nuovi arresti (ordinanza) | 2 | 41 e 43 anni | Albanese | Arresti domiciliari |
| Soggetti irreperibili | 1 | 31 anni | Albanese | Ricercato sul territorio |
| Minori coinvolti | 1 | 17 anni | – | Denunciato a piede libero |

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