Notte di terrore a Gerusalemme per l’attacco iraniano
Rifugio anti-missile – Un manager di Perugia, impegnato in un progetto di cooperazione internazionale, ha vissuto ore di profonda apprensione a Gerusalemme, costretto a trovare riparo in un bunker a causa degli attacchi missilistici iraniani. Moreno Caporalini, in Medio Oriente per conto di Felcos, l’associazione dei comuni umbri che promuove progetti di sviluppo locale, ha descritto l’atmosfera di forte tensione e l’esperienza vissuta in un rifugio sotterraneo.
Il rifugio, situato nei sotterranei di un albergo, si è rivelato una stanza essenziale, priva di arredi, con solo alcune sedie in plastica. L’allarme ha risuonato due volte, prima con una notifica sul cellulare e poi con le sirene, segnalando l’imminenza dei pericoli. Caporalini ha raccontato come le scie dei missili fossero visibili in lontananza, seguite dopo pochi minuti dal suono assordante delle sirene, che imponevano di raggiungere immediatamente il bunker.
Rifugio anti-missile
La permanenza nel rifugio è durata circa venti minuti, in attesa che il rombo degli esplosioni si placasse. Sebbene Gerusalemme non fosse l’obiettivo diretto dei missili, il frastuono era intenso, tanto da far vibrare le pareti del rifugio. L’abitudine a un contesto di conflitto, come sottolineato dal manager, è estremamente difficile da acquisire.
Il rientro in Italia di Caporalini, previsto nei prossimi giorni, è attualmente incerto a causa della chiusura dell’aeroporto di Tel Aviv, rendendo complicato raggiungere la Giordania per un volo alternativo. La situazione in città è carica di una tangibile “atmosfera di guerra vera”, ha concluso il manager.

se gli eletti, in primis criminali, rispettassero un po’ di più il resto dell: umanità, staremmo tutti molto più tranquilli. però che Ve lo dico affa’: tutto normale, tutto lecito, tutto dovuto. Stendiamo tanto di tappeto ai padroni del mondo ( finanziario).