Quattro condanne chiudono il caso “Spazzatura d’oro”

Quattro condanne chiudono il caso “Spazzatura d’oro”

Assoluzioni, prescrizioni e risarcimenti nel processo rifiuti Ati2

Si è concluso con quattro condanne e numerose assoluzioni il procedimento giudiziario nato dall’indagine denominata “Spazzatura d’oro connection”, avviata nel 2016 per far luce su presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti nell’ambito territoriale Ati 2. L’inchiesta aveva portato al sequestro di 27 milioni di euro e all’arresto di figure apicali del settore, oggi però assolte.

Il tribunale ha stabilito che non esisteva alcuna associazione a delinquere, assolvendo tutti gli imputati da tale accusa. La maggior parte dei reati contestati, riferiti al periodo compreso tra il 2008 e l’ottobre 2015, è stata dichiarata prescritta. L’unica finestra temporale rimasta rilevante per l’accusa di traffico illecito di rifiuti riguarda i mesi tra maggio e ottobre 2015.

Le condanne hanno riguardato quattro ex responsabili operativi e gestionali del sistema rifiuti, ai quali sono state inflitte pene comprese tra un anno e un anno e due mesi, tutte con sospensione condizionale. Una società coinvolta è stata sanzionata con una pena pecuniaria di 42mila euro.

Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento simbolico di 5mila euro per ciascuna delle parti civili, tra cui i comuni dell’Ati2, il Ministero dell’Ambiente, la Provincia di Perugia e l’associazione ambientalista locale.

La sentenza chiude un capitolo giudiziario lungo e complesso, che ha ridimensionato le ipotesi iniziali di un sistema criminale strutturato, restituendo un quadro frammentato di responsabilità individuali e gestionali. Il processo ha comunque acceso i riflettori su criticità nella gestione pubblica dei rifiuti e sulla necessità di maggiore trasparenza nei controlli ambientali.

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