Processo Prospero, in aula video e chat prima della tragedia

Analizzati i messaggi tra Andrea Prospero ed Emiliano Volpe

Processo Prospero, in aula l’analisi di video e chat

È entrato nel vivo il procedimento giudiziario sulla morte di Andrea Prospero, lo studente abruzzese deceduto nel gennaio 2025 in un appartamento per vacanze del centro storico di Perugia. Nel corso dell’udienza sono stati esaminati i filmati registrati poco prima della morte del giovane e le conversazioni intercorse sulla piattaforma Telegram con Emiliano Volpe, diciannovenne romano imputato con l’accusa di istigazione al suicidio e presente in aula.

Le immagini registrate prima della morte

Tra gli elementi analizzati figurano due fotogrammi estratti dal video realizzato da Andrea Prospero negli ultimi istanti di vita e condiviso con il suo interlocutore virtuale. Nelle immagini, secondo quanto illustrato in aula, compaiono nove compresse di Xanax e sette di ossicodone, sostanze che il giovane avrebbe assunto poco prima del decesso.

La documentazione audiovisiva rappresenta uno dei principali elementi al centro dell’istruttoria, insieme alle conversazioni telematiche ricostruite dagli investigatori.

La ricostruzione della Polizia Postale

Gli ufficiali della Polizia Postale, ascoltati come testimoni, hanno ricostruito il rapporto tra Andrea Prospero ed Emiliano Volpe, evidenziando come i due fossero in contatto su Telegram fin dal 2023.

Secondo quanto riferito durante l’udienza, nel settembre 2024 Andrea Prospero avrebbe confidato per la prima volta, utilizzando il nickname con cui identificava Volpe, il proprio disagio personale. Il giovane avrebbe parlato di una forte ansia sociale e della difficoltà di comunicare ai familiari la volontà di interrompere gli studi universitari.

Nel corso delle conversazioni sarebbero stati inviati messaggi nei quali Volpe indicava modalità per togliersi la vita, facendo riferimento all’assunzione di una determinata quantità di ossicodone.

L’acquisto del farmaco e gli ultimi messaggi

Dall’attività investigativa è emerso inoltre che, pochi giorni prima della morte, Andrea Prospero avrebbe effettuato ricerche sugli effetti del farmaco attraverso ChatGPT. Successivamente, il 23 gennaio 2025, avrebbe acquistato sette compresse di ossicodone da un giovane residente a Napoli, pagando con moneta virtuale e facendole recapitare a Perugia.

Il 25 gennaio 2025 il diciannovenne si è tolto la vita. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, negli ultimi momenti avrebbe continuato a ricevere messaggi da Emiliano Volpe, tra cui frasi di incitamento al gesto estremo.

Quando Andrea Prospero ha smesso di rispondere, Volpe avrebbe aggiunto alla conversazione un altro utente identificato dal nickname “Thomas Burberry”, soggetto che la Polizia Postale non è riuscita a identificare. Dalle chat emerge inoltre un messaggio riferito a un presunto credito economico vantato nei confronti dello studente, mentre non risultano richieste di soccorso alle autorità.

Udienza aggiornata al mese di luglio

La ricostruzione delle conversazioni e dei contenuti digitali ha segnato una nuova fase del processo, seguito con attenzione anche dai familiari di Andrea Prospero, presenti in aula. L’istruttoria proseguirà con una nuova udienza fissata nel mese di luglio, quando il tribunale continuerà l’esame degli elementi raccolti durante le indagini.

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