Prisco: «Il Taser tutela i cittadini e chi fa sicurezza»

Decreto sicurezza rafforza tutele e stretta del governo

Squarta: «Forze dell’ordine vanno sostenute e protette»

Il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha difeso con decisione l’utilizzo del Taser, respingendo le critiche arrivate dopo alcuni episodi che hanno acceso il dibattito. Secondo l’esponente umbro di Fratelli d’Italia, lo strumento non deve essere interpretato come un mezzo di sofferenza ma come un valido supporto di deterrenza e di protezione, indispensabile quando le resistenze durante un intervento degenerano in aggressioni fisiche. «Il compito principale – ha rimarcato – è garantire la sicurezza collettiva, evitando quando possibile l’uso dell’arma da fuoco. Ogni incidente diventa, invece, per la sinistra un pretesto per delegittimare e disarmare chi ogni giorno garantisce ordine pubblico».

Al suo intervento – come scrive La Nazione – si è unito Marco Squarta, anch’egli rappresentante di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato l’importanza di sostenere concretamente le donne e gli uomini in divisa. «Chi indossa l’uniforme – ha detto – ha bisogno di rispetto, vicinanza e strumenti adeguati. Senza la sicurezza non c’è libertà e senza forze dell’ordine protette e forti non esiste vera giustizia».

Il dibattito intorno al Taser continua a dividere, ma dalle parole degli esponenti umbri emerge con forza la convinzione che dotare le forze di polizia di strumenti intermedi rispetto alla pistola significhi accrescere la tutela dei cittadini. Per entrambi i rappresentanti, difendere chi opera ogni giorno nelle strade per salvaguardare la collettività equivale a rafforzare lo stesso concetto di Stato.

1 Commento

  1. Condivido in toto e convintamente le dichiarazioni degli Onorevoli Prisco e Squarta.
    Il compito dello Stato (quindi delle forze dell’ordine) è garantire la sicurezza a tutti i Cittadini. La sicurezza è un diritto di tutti, incluse le forze dell’ordine.
    Chi non riconosce questo diritto si rende complice di coloro che sono dall’altra parte, cioè chi non rispetta le regole della convivenza civile.

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