La lite durante una cena si trasforma in mesi d’inferno
Un uomo di 63 anni di origine salernitana residente a Perugia, condannato in primo grado a un anno di reclusione per i reati di lesioni e stalking nei confronti della compagna. Secondo quanto riporta Enzo Beretta sul Messaggero Umbria, l’episodio iniziale risale a gennaio 2019, quando una discussione scoppiata durante una serata tra amici degenerò in aggressione fisica al momento dell’uscita dalla casa. Le ricostruzioni processuali, come riportate nel comunicato, descrivono una escalation di comportamenti minacciosi e intimidatori successivi all’episodio.
Il referto medico evidenzia lesioni significative: prognosi di trenta giorni con contusioni all’emitorace sinistro, ferite al volto con perforazione della membrana timpanica, contusioni multiple agli arti inferiori e alla mano destra e una frattura del corpo sternale. Dopo l’aggressione fisica, il comportamento dell’imputato proseguì con una campagna di molestie telefoniche: chiamate minacciose e insulti che contenevano espressioni gravemente intimidatorie rivolte anche ai familiari della vittima. L’insieme di questi comportamenti ha determinato l’aggravamento dell’iniziale contestazione e l’avvio dell’accusa di stalking.
L’accusa di stalking è scaturita proprio dall’insieme di condotte ripetute e persecutorie contestate dall’autorità giudiziaria. L’iter processuale, iniziato con la denuncia della donna, si è concluso con la sentenza di primo grado, emessa sei anni dopo l’evento iniziale del 2019. In aula la parte civile, rappresentata dall’avvocato Paola Pasinato, ha evidenziato l’impatto fisico e psicologico del fatto sulla persona offesa, richiamando l’attenzione sui traumi riportati e sulle conseguenze a lungo termine.
Il giudice, valutati gli elementi probatori e le rappresentazioni mediche, ha inflitto la pena prevista in primo grado. Si tratta di una decisione che prende in considerazione non solo il fatto materiale ma anche la serie di comportamenti persecutori che hanno caratterizzato il rapporto tra le parti. La sentenza è stata pronunciata in aula, ufficialmente.

Commenta per primo