Pericolo ‘Ndrangheta, serve vigilanza contro infiltrazioni periodo post-Covid

75 beni confiscati alle mafie in Umbria, ha ricordato Meloni

 
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Pericolo ‘Ndrangheta, serve vigilanza contro infiltrazioni periodo post-Covid

Istituzione dell’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità, condivisione unitaria della mozione proposta dalla minoranza (prima firmataria Porzi) che impegna la Giunta regionale a coordinare le azioni delle istituzioni per una efficace vigilanza contro le infiltrazioni mafiose nel periodo post-Covid. Questi i punti centrali della seduta odierna della Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, corruzione, riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti”, presieduta da Eugenio Rondini (Lega).

IN SINTESI
Istituzione dell’Osservatorio regionale sulla criminalità organizzata e l’illegalità, condivisione unitaria della mozione proposta dalla minoranza che impegna la Giunta regionale a coordinare le azioni delle istituzioni per una efficace vigilanza contro le infiltrazioni mafiose nel periodo post-Covid. Questi i punti centrali della seduta odierna della Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, corruzione, riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti”, presieduta da Eugenio Rondini (Lega). La decisione unanime del riavvio nella XI Legislatura dell’Osservatorio è stata preceduta all’audizione dell’ex presidente, Walter Cardinali.

La decisione unanime del riavvio nella XI Legislatura dell’Osservatorio è stata preceduta all’audizione dell’ex presidente, Walter Cardinali, il quale ha illustrato il lavoro svolto tra il 2017 e il 2019. Il testo della mozione con le proposte di emendamento del presidente Rondini è stato votato all’unanimità. Il presidente Rondini ha detto che le decisioni finora adottate dalla Commissione “rispecchiano il taglio che concordemente intendiamo dare a questo nostro organismo di inchiesta: condivisione delle decisioni, attivazione di strumenti operativi, proposte di atti legislativi e programmi concreti di informazione. Priorità quindi a strumenti che, come l’Osservatorio, possono iniziare a fornirci un quadro sempre più definito della situazione, per metterci in condizione di operare in maniera documentata”.

Durante la sua audizione, l’ex-presidente Cardinali (attuale presidente di Libera-Umbria) ha spiegato che l’Osservatorio umbro, operativo dal 2012, è “uno strumento estremamente innovativo a livello nazionale”. Supporta l’attività della Commissione e la sua riattivazione è opportuna in una fase economico-sociale “terribile” qual è quella che si prospetta nel post-Covid che potrebbe rappresentare per le mafie un’occasione di allargare la propria presenza facendo leva sulle fragilità di imprese, aziende e cittadini. Cardinali ha spiegato che i punti di forza dell’attività svolta attengono soprattutto al coinvolgimento realizzato con ampi settori della società regionale e, anche se alcune non hanno dato il contributo che ci si aspettava, la rete attivata è “molto articolata, presente e attiva”.

Tra i punti di debolezza debolezza è stata posta l’attuazione della legge sull’utilizzo dei beni confiscati, che pur essendo una delle più avanzate a livello internazionale è fortemente carente, nella realtà monitorata in Umbria, per ciò che riguarda l’utilizzo e la gestione dei beni confiscati in Umbria.

Cardinali ha citato il caso della ex proprietà agricola di oltre cento ettari di una famiglia della ‘Ndrangheta, “il primo bene sequestrato in Umbria nel 2011 a Pietralunga” e altre decine di beni in Umbria, che non si riesce a utilizzare “per inerzia, indifferenza, problemi procedurali”. Necessario quindi prevedere percorsi abbreviati e tempestivi,

“sarebbe anche un importante segnale di alto valore simbolico nella lotta contro le mafie”. Altro punto debole è stato indicato da Cardinali nell’informazione che non darebbe uno spazio “adeguato e perdurante” alla realtà della criminalità organizzata e mafiosa in Umbria, così da illuminare costantemente, con approfondimenti e inchieste, il fenomeno e contribuire a far crescere un’opinione pubblica forte e sempre più impermeabile ai rischi di infiltrazione.

La realtà monitorata è quella di una regione in cui da anni è presente la criminalità organizzata mafiosa, con una prevalenza della ‘Ndrangheta, e l’attività di verifica che si realizza è a 360 gradi, grazie alla pluralità di soggetti che operano nell’Osservatorio: Anci-Umbria; Libera Umbria; Libera informazione Umbria; Legambiente; Sos Impresa; Cittadinanzattiva; Cisal; Coldiretti Umbria; Confartigianato imprese Umbria; Confindustria Umbria; Abi; Confcommercio; Cgil-Cisl-Uil; Confcooperative. Cardinali ha suggerito di ampliare la platea anche ai rappresentanti delle professioni.

  • Osservatorio ha lavorato per circa due anni

Nella passata legislatura l’Osservatorio ha lavorato per circa due anni, e non ha potuto completare i filoni di ricerca avviati, sarebbe quindi opportuno prevedere il completamento di questo lavoro, oltre ad avviare altri campi, primo fra tutti quello riferito ai rischi post-Covid, per valutare e registrare quanto avverrà a ottobre-novembre quando gli effetti negativi dell’emergenza saranno attivi e ci saranno imprese, persone e altri soggetti fragili che potrebbero essere esposti ad attività di organizzazioni criminali. Il consigliere Fabio Paparelli (PD) nel ringraziare Cardinali ha detto che la proposta di legge della passata Commissione sia da riprendere, migliorandola però in alcune parti, prima fra tutte quella riferita ai beni confiscati, per renderla più efficace.

Questa legge, secondo Paparelli ha un buon impianto, ma contiene troppi principi e norme programmatiche ed è carente per ciò che riguarda concretezza ed efficacia. Il consigliere ha poi sottolineato l’importanza della realizzazione di programmi strutturati e continuativi di informazione sulle questioni della legalità, rivolte soprattutto alle scuole. Donatella Porzi (PD) ha suggerito di riprendere i contatti con il tavolo nazionale della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative che ha istituito un coordinamento delle Commissioni e Osservatori regionali antimafia, uno strumento utile per scambiare buone pratiche e aggiornare le informazioni sui vari territori.

La vice presidente della Commissione, Simona Meloni (PD), ha posto l’accento sui “75 beni confiscati alle mafie in Umbria” e sulla necessità di contribuire a renderne più efficace la normativa che può permetterne la gestione sociale. Meloni ha auspicato una stretta sinergia tra il Comitato tecnico scientifico (previsto dalla legge regionale 13/2008 sulla sicurezza) e l’Osservatorio, ed ha sottolineato l’importanza di un’azione di informazione e sensibilizzazione rivolta al mondo della scuola. Paola Fioroni (Lega) ha posto l’accento sull’attività di prevenzione che deve svolgere la Commissione anche attraverso lo strumento dell’Osservatorio, attraverso un complesso di azioni rivolte alle imprese, ma anche ai cittadini perché le infiltrazioni della criminalità organizzata approfittano anche della fragilità degli individui, e l’usura si può inserire anche sul grande problema del sempre maggior numero di persone affette da ludopatia.

  • efficace prevenzione, sensibilizzazione e informazione

Una efficace prevenzione, sensibilizzazione e informazione va attuata, secondo Fioroni, attraverso azioni di rete, programmate ed efficaci. Il consigliere Vincenzo Bianconi (Misto) ha insistito sulla necessità di una grande opera di informazione sulla realtà e sulle questioni riguardanti l’attività delle organizzazioni criminali, per offrire strumenti a operatori e cittadini utili a riconoscere e isolare i fenomeni dell’illegalità. Anche Bianconi ha sottolineato l’importanza e l’alto valore simbolico di una gestione sociale efficace e tempestiva dei beni confiscati alla mafia.

  • mozione proposta dalla minoranza

La Commissione ha approvato poi all’unanimità il contenuto della mozione proposta dalla minoranza (prima firmataria Porzi-https://tinyurl.com/y8msxrzp) che impegna la Giunta regionale a coordinare le azioni delle istituzioni per una efficace vigilanza contro le infiltrazioni mafiose nel periodo post Covid. Il testo è stato integrato da due emendamenti proposti dal presidente Rondini che hanno reso condivisibile l’atto che ora sarà formalizzato in Prima Commissione come proposta di risoluzione, per essere poi definitivamente approvato in Aula. Dell’organismo fanno parte, oltre al presidente Eugenio Rondini, i consiglieri Simona Meloni (PD-vicepresidente); Vincenzo Bianconi (Misto); Paola Fioroni e Stefano Pastorelli (Lega Umbria); Eleonora Pace (FdI); Fabio Paparelli (PD).

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