Monteluce, consiglio comunale approva la Casa di Comunità

Monteluce, consiglio comunale approva la Casa di Comunità
foto archivio

Verrà trasferito il distretto sanitario da via XIV Settembre

Perugia, 8 settembre 2025 – Il Consiglio comunale di Perugia ha dato il via libera con 17 voti favorevoli e 12 astensioni a un ordine del giorno cruciale per rilanciare i servizi sanitari locali: la Casa di Comunità a Monteluce e lo spostamento del Distretto sanitario attualmente in via XIV Settembre, come riporta il comunicato stampa del Comune di Perugia.

La mozione è stata sostenuta da un nutrito gruppo di consiglieri, tra cui Federico Maria Phellas, Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd), Riccardo Vescovi (Anima Perugia), Antonio Donato (M5S), Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia), Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria), Lorenzo Falistocco (Alleanza Verdi e Sinistra) e Fabrizio Ferranti (Perugia per la Sanità Pubblica), che hanno illustrato i presupposti dell’intervento con piglio tecnico e passione sociale.

Il documento ripercorre una vicenda che ha radici profonde: nell’anno 2006 fu siglato un accordo di programma tra Regione Umbria, Provincia, Comune di Perugia, Università e Azienda Ospedaliera. L’obiettivo era una riqualificazione complessiva dell’area del policlinico di Monteluce, con una visione urbanistica orientata a coniugare spazi abitativi, pubblici e sanitari. Nel 2009, la demolizione degli edifici obsoleti prese avvio, salvo il “Padiglione E”, preservato con l’intento di conferirgli una funzione pubblica futura.

Nel 2010 la Usl manifestò interesse per acquisire proprio questo Padiglione E, ma da allora una serie di complicazioni legate all’immobiliare e alle risorse finanziarie ha rallentato l’iter, ritardando il progetto. Soltanto a febbraio 2025 è stato possibile affidare i lavori, che hanno preso il via ad aprile dello stesso anno. Tuttavia, attualmente il cantiere risulta in fase di pre-cantierizzazione, in attesa della ripartenza dei lavori, nonostante i solleciti già inviati all’impresa appaltatrice.

Nel testo dell’ODG i firmatari rivolgono un appello forte e concreto e invitano la sindaca e la giunta a mantenere aperta e costante l’interlocuzione politica e istituzionale con Regione Umbria, Usl Umbria 1 e tutti gli attuatori coinvolti. Si chiede, infatti, di esercitare un “ruolo costante di vigilanza” per tutelare e sostenere il progetto della Casa di Comunità, assicurando anche il trasferimento del Distretto sanitario da via XIV Settembre. L’obiettivo è preservare un presidio moderno, sicuro e prossimo ai cittadini, in grado di rispondere in maniera efficiente ai bisogni sanitari e sociali della comunità.

Le dichiarazioni:

Nilo Arcudi (Perugia civica) – aperto il dibattito, pur preannunciando l’astensione del suo gruppo, ha sottolineato l’importanza del tema. Monteluce – ha ricordato – era un quartiere vivo, che ospitava funzioni sanitarie e anche studenti, mentre ora mentre ora ha fortemente bisogno di rilancio. Il consigliere ha segnalato che nell’odg si doveva sottolineare il conferimento di un patrimonio da 50 milioni da parte dell’allora amministrazione regionale e la fallimentare operazione scaturita dalle decisioni dell’epoca. Arcudi ha richiamato il successivo sforzo per trasferire nella zona nuovi servizi e funzioni: così è nata l’idea della nuova Casa di comunità, uno dei possibili fattori in grado di invertire la situazione attuale e quindi un progetto a cui non si può rinunciare.

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) – rilevando la volontà unanime di riportare in auge Monteluce, ha tuttavia invitato l’amministrazione a esercitare le sue competenze a garanzia anche del decoro e della pulizia della zona, aspetti molto sentiti dai residenti.
Ferranti – ha sottolineato che è fondamentale utilizzare le risorse Pnrr.

Margherita Scoccia – cercando di trovare una soluzione a una situazione che viene da lontano, la Casa di comunità va vista come il cuore del progetto, anche perché rievoca le vecchie funzioni del quartiere. L’odg, tuttavia, a suo avviso andrebbe riempito di contenuti con riferimento a ciò che ciascun ente può effettivamente fare, come, nel caso del Comune, dotare il quartiere di quei servizi di minima che possono dare un supporto reale alla zona.

Antonio Donato (M5s) – odg risponde all’interesse della cittadinanza: quello di restaurare un presidio che manca da tempo. Visto che l’attuale amministrazione regionale, come quella precedente, è attenta alla questione, per il consigliere ha senso esprimere un indirizzo politico-amministrativo per fare ancora un passo avanti e non sprecare il lavoro fatto in questi anni.
Edoardo Gentili (Forza Italia) – ha ricordato di aver chiesto di svolgere in commissione audizioni con Regione e Usl per approfondire la natura degli attuali problemi che impediscono la realizzazione della Casa di comunità. In tal modo, secondo Gentili il Consiglio avrebbe potuto esercitare appieno la sua funzione di indirizzo e controllo e fare un lavoro davvero utile. A suo avviso, l’odg per onestà intellettuale avrebbe dovuto, tra l’altro, riportare che il centrodestra è riuscito a evitare un fallimento completo; invece, l’impostazione dell’atto fa pensare solo a uno spot, più che a un modo per consentire ai consiglieri di esercitare l’azione loro propria. Per tutte queste ragioni ha preannunciato l’astensione del suo gruppo.

Phellas  -ha precisato che l’atto è una sollecitazione a un’amministrazione che già da mesi è attiva affinché la progettualità vada in porto.

La vicenda, densa di tappe e ritardi, assume così una nuova spinta grazie alla determinazione dei consiglieri, che pongono al centro la centralità del cittadino: la Casa di Comunità di Monteluce non sarà solo un edificio, ma un luogo simbolo di solidarietà e accesso equo alle cure.

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