Palpeggiatore seriale a processo, chiesti 15 anni

Palpeggiatore seriale a processo, chiesti 15 anni

Contestati 42 episodi tra il 2012 e il 2014

Quindici anni di reclusione: è questa la pena richiesta dalla Procura per il presunto autore di 42 aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Perugia tra il 2012 e il 2014. L’imputato, un pasticcere di 57 anni, residente a Castel del Piano e privo di precedenti penali, è stato indicato come il responsabile di una lunga serie di palpeggiamenti, tutti avvenuti con modalità simili e concentrati nelle prime ore del mattino nel centro storico della città.

A distanza di un decennio dai fatti, il procedimento giudiziario si avvia ora verso la conclusione. Il pubblico ministero Gemma Miliani ha formulato la richiesta di condanna al termine di una lunga fase dibattimentale, durante la quale decine di donne hanno ricostruito in aula episodi simili tra loro, descrivendo aggressioni fisiche compiute da un uomo solitario, con il volto semicoperto, che si muoveva tra le vie centrali ancora semideserte alle prime luci dell’alba.

Le accuse contestate all’uomo sono quelle di violenza sessuale aggravata e lesioni. Secondo l’ipotesi accusatoria, si tratterebbe di atti reiterati, messi in atto con una precisa intenzione offensiva e con modalità tali da destare particolare allarme sociale. Per questo motivo, la Procura ha ritenuto di dover avanzare una richiesta di condanna particolarmente severa, motivata anche dalla quantità e dalla reiterazione dei casi accertati.

L’indagine che ha portato all’arresto dell’indagato risale al 2015. Gli accertamenti furono condotti congiuntamente da polizia e carabinieri, che impiegarono agenti in borghese per presidiare le aree interessate dopo le segnalazioni ripetute di aggressioni. L’attività investigativa si è protratta per mesi, fino all’individuazione del sospettato. Il fermo fu convalidato, ma in seguito il tribunale del riesame dispose la scarcerazione dell’uomo, ritenendo assenti i presupposti di pericolosità sociale e non ravvisando elementi sufficienti a confermare i gravi indizi di colpevolezza.

Nonostante il provvedimento di scarcerazione, la fase processuale è proseguita regolarmente. In aula sono state ascoltate le testimonianze di numerose donne, che hanno riferito circostanze molto simili tra loro. In diversi casi, le persone offese hanno riconosciuto nel pasticcere l’uomo che le avrebbe aggredite. Alcune delle segnalazioni sono state inoltre corroborate da immagini riprese da sistemi di videosorveglianza presenti nel centro storico, che avrebbero immortalato figure compatibili con la descrizione dell’imputato nei pressi dei luoghi segnalati.

Dal canto suo, l’uomo ha sempre negato ogni responsabilità, dichiarandosi estraneo ai fatti e rigettando le accuse a suo carico. La difesa ha più volte evidenziato l’assenza di riscontri oggettivi univoci e la possibilità di errore nei riconoscimenti effettuati a distanza di tempo. Elementi, questi, che saranno al centro dell’arringa prevista per il prossimo 18 settembre, quando l’avvocato dell’imputato esporrà le proprie conclusioni davanti al collegio giudicante.

Il processo, iniziato nel 2016, ha subito vari rallentamenti dovuti a richieste istruttorie e all’alto numero di episodi oggetto di esame. La durata del procedimento è stata influenzata anche dalla mole di testimonianze raccolte e dalle richieste di approfondimento da parte della difesa.

Con la requisitoria del pubblico ministero, si è ora entrati nella fase finale. Dopo l’arringa difensiva, la Corte si pronuncerà in merito alla colpevolezza dell’imputato e alla eventuale entità della condanna. Se accolta la richiesta della Procura, il 57enne dovrà scontare una pena di 15 anni per i reati di violenza sessuale aggravata e lesioni. La sentenza è attesa entro l’autunno.

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