Omicidio Vincenzo Postiglione a Foligno, disposto giudizio immediato

Omicidio Postiglione, il tribunale valuta perizia psichiatrica

Il giovane killer resta detenuto, udienza ancora da fissare

Omicidio Vincenzo Postiglione – La Procura presso il Tribunale per i minorenni ha deciso per il giudizio immediato nei confronti del giovane muratore accusato dell’omicidio di Vincenzo Postiglione, 57 anni, ucciso a coltellate lo scorso 7 novembre in un parcheggio alla periferia di Foligno. L’imputato, all’epoca dei fatti ancora minorenne, è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal porto abusivo dell’arma utilizzata per colpire la vittima.

Secondo quanto emerso dalle indagini, poco prima del delitto il ragazzo avrebbe effettuato ricerche online per informarsi sulle possibili pene previste per un minorenne in caso di omicidio. Elemento che rafforza, per l’accusa, l’ipotesi di un’azione pianificata e lucidamente preordinata.

Il provvedimento di giudizio immediato è stato firmato dal procuratore minorile Flaminio Monteleone, che ha ritenuto il quadro indiziario solido e la responsabilità dell’indagato supportata da prove evidenti. Ancora da stabilire la data della prima udienza, ma il procedimento penale entra così nella sua fase centrale.

Il giovane, attualmente detenuto presso l’istituto penale minorile di Firenze, aveva dichiarato nel corso degli interrogatori di aver agito spinto da un rancore maturato nel tempo. In maniera confusa, aveva riferito di presunti comportamenti ambigui da parte della vittima, mai confermati dagli accertamenti.

La vittima, Salvatore Postiglione, era un uomo di origini campane trasferitosi da tempo in Umbria, dove viveva con la famiglia. Nel passato aveva lavorato con il ragazzo in cantiere, svolgendo il ruolo di capomastro.

La dinamica dell’agguato è stata documentata da una telecamera di videosorveglianza che ha ripreso parte dell’azione, compresa la fuga del ragazzo a bordo di un monopattino elettrico. Dopo il delitto, infatti, l’imputato era rientrato a casa dalla madre, comportandosi con apparente normalità.

L’ipotesi accusatoria sostiene che il ragazzo abbia architettato l’aggressione, scegliendo un luogo appartato e portando con sé l’arma del delitto. Il coltello usato per colpire mortalmente Postiglione non risultava in alcun modo autorizzato al porto, configurando così un’ulteriore aggravante nel capo d’accusa.

La difesa, intanto, valuta la possibilità di chiedere il rito abbreviato, opzione che potrebbe ridurre la pena in caso di condanna, pur mantenendo il riconoscimento di colpevolezza. Tale strategia, se perseguita, potrebbe includere la richiesta di una perizia psichiatrica per accertare eventuali disturbi mentali che abbiano influito sul comportamento del ragazzo al momento dell’omicidio.

Gli elementi raccolti dagli inquirenti includono anche i risultati delle ricerche internet effettuate prima del delitto, dettagli che, secondo l’accusa, confermano l’intenzionalità dell’azione. Non si tratterebbe, quindi, di un gesto impulsivo ma di un piano studiato nel tempo.

La comunità di Foligno era rimasta profondamente scossa dalla notizia dell’omicidio, avvenuto in pieno giorno e con modalità violente. Il movente, che resta ancora in parte nebuloso, non ha trovato riscontri oggettivi nelle testimonianze o nei dati emersi dalle indagini.

Durante l’interrogatorio, il ragazzo ha offerto una versione frammentata e contraddittoria dei fatti. A tratti ha sostenuto di aver agito per difendersi, ma senza fornire elementi concreti a sostegno di un’eventuale provocazione o minaccia immediata da parte della vittima.

Le riprese video e i successivi riscontri hanno invece evidenziato un’aggressione improvvisa e unilaterale, priva di segnali premonitori di uno scontro fisico. L’indagato ha colpito Postiglione più volte con un’arma da taglio, lasciandolo esanime a terra prima di allontanarsi rapidamente.

Il processo, che sarà celebrato dinanzi al Tribunale per i minorenni, potrebbe aprirsi nei prossimi mesi. La procura intende sostenere l’impianto accusatorio puntando sulla pianificazione del gesto, sulla lucidità del comportamento post-aggressione e sull’assenza di segnali evidenti di squilibrio psicologico preesistenti.

L’udienza preliminare, quando fissata, rappresenterà un passaggio chiave per definire la linea difensiva e valutare se l’imputato potrà beneficiare di eventuali attenuanti legate alla minore età o a una possibile fragilità psichica.

Nel frattempo, il giovane resta in stato di detenzione. La sua posizione processuale verrà ora vagliata nel merito da una corte che dovrà stabilire se vi siano elementi per una condanna piena o se, al contrario, le attenuanti e l’età al momento del fatto possano incidere sull’esito finale del procedimento.

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