Sequestrata e picchiata per due giorni: condanna a sei anni e mezzo
Un 43enne romeno è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione per lesioni aggravate e sequestro di persona ai danni della compagna. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Simona Di Maria con rito abbreviato. L’imputato dovrà anche versare una provvisionale di 15 mila euro, mentre il risarcimento completo sarà stabilito in sede civile. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria.
L’aggressione risale ad agosto scorso. Secondo la Procura – scrive il Messaggero -, l’uomo avrebbe aggredito la donna per motivi di gelosia, colpendola con schiaffi e pugni fino a farla sanguinare. La vittima ha riferito di essere stata afferrata per il collo fino a perdere i sensi e minacciata di morte. L’aggressore le avrebbe sottratto le chiavi dell’appartamento e distrutto i telefoni per impedirle di chiedere aiuto. Solo dopo due giorni le avrebbe consentito di chiamare il 118, imponendole di dichiarare una caduta accidentale.
La sentenza
Secondo il pubblico ministero Laura Reale, l’aggressione avrebbe potuto portare alla morte della vittima. Tuttavia, il giudice ha riqualificato l’accusa da tentato omicidio a lesioni aggravate. I referti medici evidenziano gravi lesioni, tra cui ematomi diffusi, un trauma cranico-facciale e fratture multiple. Le aggravanti contestate includono la crudeltà e i futili motivi.
L’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, ha ottenuto uno sconto di pena per il rito abbreviato. La vittima, rappresentata dall’avvocato Maria Bruna Pesci, potrà chiedere un ulteriore risarcimento in sede civile.

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