Omicidio Pamela Mastropietro ergastolo confermato a Innocent Oseghale

La Cassazione respinge il ricorso di Oseghale, confermando la condanna all’ergastolo

Omicidio Pamela Mastropietro ergastolo confermato a Innocent Oseghale

Omicidio Pamela Mastropietro ergastolo confermato a Innocent Oseghale

Omicidio Pamela Mastropietro  – La sentenza è definitiva: Innocent Oseghale, il cittadino nigeriano, è stato condannato all’ergastolo. Oseghale è stato accusato dell’omicidio e della violenza sessuale di Pamela Mastropietro, una giovane di 18 anni. La tragica fine di Pamela è avvenuta sei anni fa, il 30 gennaio, a Macerata, dopo che si era allontanata da una comunità. Il suo corpo è stato ritrovato smembrato e nascosto in due trolley.

La decisione è stata presa dalla quinta sezione penale della Cassazione, che ha respinto il ricorso di Oseghale contro la sentenza d’appello-bis a Perugia. Nel febbraio dell’anno scorso, la corte d’appello aveva ritenuto sussistente non solo la responsabilità per l’omicidio, già accertata nel primo processo al ‘Palazzaccio’ nel 2022, ma anche l’aggravante della violenza sessuale. Quest’ultima accusa aveva portato a un nuovo esame del caso.

Maria Francesca Loy, sostituto procuratore generale, aveva sollecitato la condanna all’ergastolo. Secondo Loy, la motivazione alla base della sentenza impugnata “ha colmato ogni lacuna” ed “è del tutto insindacabile”. Ha sottolineato che “è stata raggiunta la prova logica sulla ricostruzione dei fatti” e che questa “non può essere in alcun modo posta in discussione”. Loy ha osservato che i fatti, come sono stati verificati, “non avrebbero senso se non fosse stata commessa una violenza sessuale”.

Attualmente, Oseghale è detenuto nel carcere di Forlì. La sua condanna all’ergastolo segna la conclusione di un lungo e complesso processo giudiziario che ha attirato l’attenzione nazionale. La sentenza rappresenta un momento significativo nella ricerca di giustizia per la tragica perdita di Pamela Mastropietro.


Pamela Mastropietro, nata a Roma nel quartiere San Giovanni il 23 agosto 1999, era una giovane affetta da un disturbo di personalità borderline e dipendente da droghe. Il 18 ottobre 2017, all’età di 18 anni, si trasferì nella comunità di recupero per tossicodipendenti di Corridonia, Macerata.

Il 29 gennaio 2018, Pamela si allontanò volontariamente dalla comunità. Il giorno successivo cercò di procurarsi della droga presso i giardini Diaz di Macerata, frequentati da numerosi tossicodipendenti, dove incontrò Innocent Oseghale, uno spacciatore nigeriano.

Tra il 30 e il 31 gennaio 2018, un passante notò la presenza di due valigie abbandonate in un piccolo fossato non lontano dal cancello di una villetta in Via dell’Industria, tra Casette Verdini e Pollenza, a pochi chilometri da Macerata. All’interno fu trovato il cadavere, smembrato, di Pamela Mastropietro.

Le indagini portarono i Carabinieri al ritrovamento dei vestiti della ragazza, macchiati di sangue, in casa di Innocent Oseghale, cittadino nigeriano in Italia dal 2014. Oseghale, cacciato da un programma di assistenza ai rifugiati, era dedito allo spaccio di droga1

L’omicidio di Pamela causò indignazione pubblica e rabbia, ma anche sentimenti razzisti e xenofobi, e venne considerato la principale motivazione dell’ attentato commesso a Macerata cinque giorni dopo da Luca Traini, il quale esplose diversi colpi di pistola dalla sua auto in movimento contro un gruppo di immigrati, ferendone sei.

Innocent Oseghale è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio e la violenza sessuale di Pamela Mastropietro.

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