Oligarchi russi, amici di Putin, comprano l’Umbria, il documentario di Re Start, Rai 2 🔴 VIDEO

Oligarchi russi, amici di Putin, comprano l'Umbria, il documentario di Re Start, Rai 2

Oligarchi russi, amici di Putin, comprano l’Umbria, il documentario di Re Start, Rai 2

Il castello di Procopio e il castello di Antognolla a Perugia. Due bellissimi posti che si trovano in Umbria, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, meno di sei. Due castelli che hanno tantissime cose in comune.

La prima è che i proprietari sono entrambi russi, entrambi con un rapporto personale con Vladimir Putin. La seconda: entrambi hanno un passato nel Kgb.

Si tratta di Evgeny Lebedev e Vladimir Yakunin considerati dagli esperti «due pezzi grossi del sistema di potere putiniano e due ex Kgb». La loro presenza nelle campagne umbre è anche finita al centro di un rapporto degli 007 italiani, che hanno parlato di «operazioni in Umbria».


Fonte: Re Start, Umbria24, Linkiesta


A raccontarlo nell’ottobre 2021 sono stati  i giornalisti Jacopo Iacoboni e Gianluca Paolucci, anche autori del saggio inchiesta Oligarchi. Come gli amici di Putin stanno comprando gli italiani, edito da Laterza.

Evgeny Lebedev, figlio dell’ex colonnello Alexander, è proprietario del castello di Procopio, che è considerato la sua dimora privata, ma anche del palazzo di Terranova a Città di Castello.

Andrei Yakunin, invece, ha acquistato nel 2016 il castello di Antognolla, per trasformarlo in un resort di lusso, attraverso un fondo di investimento che si chiama Viy. Per Iacoboni e Paolucci il fondo fa capo al padre di Andrei, ovvero Vladimir Ivanovich Yakunin, ex generale del Kgb, ex banchiere, ex presidente per dieci anni delle ferrovie statali russe, la rete più estesa al mondo,

Ma Andrei Yakunin lo scorso 24 febbraio aveva sottolineato ai colleghi di Umbria24 che l’operazione Antognolla è gestita da lui, non dal padre. Umbria24 ha scritto un articolo su questo.

Di questo che ha anche parlato Re Start, con un servizio andato in onda lo scorso 2 marzo su Rai 2. Il giornalista ha intervistato uno degli autori, Gianluca Paolucci. In quel servizio svela alcuni passaggi del libro. E sempre nel servizio si parla dei due castelli, appunto, il castello di Procopio e il castello di Antognolla. Quando il giornalista di Rai 2, Filippo Barone, si reca al castello di Procopio dei Lebedev chiedendo al citofono se avrebbe potuto visitarlo, non c’è stata alcuna risposta. E da una società inglese rispondono che non gradiscono visite.

I giornalisti hanno scritto che Alexander Lebedev ha preferito non commentare e, nell’ottobre 2021, hanno concluso: «Se davvero c’è spionaggio dei russi in Umbria, come sostiene questo documento, esclusivo, l’Italia non ha fatto nessun passo formale, né giudiziario, né politico, per denunciarlo, e sembra quasi lasciar correre. Meglio non disturbare Mosca».

“Soldi, molti soldi, traffici opachi, storie di spionaggio. Un viaggio nel potere segreto degli oligarchi, un gruppo ristretto di persone spesso legate a Putin e connesse tra loro che ha conquistato un’influenza in Italia decisamente allarmante”. E’ scritto nel libro. “Secondo studi recenti – riprendiamo la descrizione del libro – la Russia ha la quota più alta al mondo di dark money, soldi opachi detenuti all’estero: un trilione di dollari. Si stima che un quarto di questi sia collegato a Vladimir Putin e a suoi stretti associati, e il Cremlino sembra sempre più capace di pilotare operazioni aggressive. L’Italia è uno dei pezzi di questo grande gioco: gli oligarchi russi in Italia investono e comprano grandi proprietà. Agiscono portando avanti attività che sono a volte al confine con lo spionaggio. Il libro ricostruisce la loro rete di rapporti in Italia”.



6 Commenti

  1. Perché non si congelano queste proprietà e non si rende pubblico un censimento di tutte le proprietà e gli investimenti dei russi in Italia? aggiungere i i nomi di chi ha venduto

    • Una bella lista di proscrizione, alla idiot Riotta, giusto??? Dopodiché li si prendano e lì si buttino nella pece bollente, giusto??? A chi ha venduto ai britannici, israeliani, sauditi ed emiri vari, yankee, cinesi, sudafricani, francesi, germanici, Belgi, olandesi, turchi, tutti popoli immacolati, con le mani linde e pulite, diamogli una bella onoreficenza, un Cavalierato che non si rifiuta a nessuno. Verrà, purtroppo, il tempo del pianto, in conseguenza delle illogiche,virrazionali, puerili ed autolesionistiche iniziative messe in atto da questa congrega di loschi figuri apolidi.

  2. In Versilia ia, in Maremma, a Talamone, all’Argentario hanno comprato, ristrutturato e chiuso dimore storiche, siti paesaggistici, bellezze ambientali facendo ricche donazioni ai comuni,(che le accettano acriticamente) indisturbati.

    • Nel comune di Todi lo hanno fatto gli Israeliani e non mi sembra che la cosa abbia destato qualche attenzione particolare. E non sono certo io a dover ricordare che genere di azioni adotta quello stato la!!!!

  3. L’unico modo di bloccare Putin è proprio dall’interno, dalla Russia stessa… per cui “congelare”, confiscare questi castelli e tutti i beni acquistati dagli oligarchi russi è una soluzione per fare reagire questi ricchi contro il loro Presidente, contro la guerra.

    • Guarda che una buona parte di questi ricconi non ha nessun legame con la madre patria, anzi non sono assolutamente ben visto dall’: opinione pubblica. Io credo invece che più cazzate facciamo, dettate dai nostri padroni, più soffriremo. Mi sbaglierò, ai ” posters” l’ardua sentenza. La fine della guerra dipende solo da….Washington

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