Morte di Mattia Romani, padre e madre: “Grazie per quanto avete fatto all’ospedale di Perugia”

Morte di Mattia Romani, padre e madre: "Grazie per quanto avete fatto all'ospedale di Perugia"

Morte di Mattia Romani, padre e madre: “Grazie per quanto avete fatto all’ospedale di Perugia”

di Marcello Migliosi
Direttore
«La mattina del 4 agosto la strada si è presa nostro figlio, il suo sorriso i suoi sogni, la sua forza e la nostra famiglia è precipitata nella disperazione», è lo struggente e dolorosissimo racconto di due genitori, che hanno vissuto, come dicono loro stessi “L’incubo di ogni madre e padre all’improvviso, purtroppo per noi è diventato una terribile realtà“, quello di perdere il figlio: “Mattia Romani“.

Il giovane che mercoledì 4 agosto ha perso la vita a seguito di un incidente stradale avvenuto nella zona di Solfagnano, lungo la strada Tiberina nord. Loro, Aldo e Marina, hanno voluto scrivere alla struttura ospedaliera del Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Scontro con una smart, rabbia per la morte di Mattia

«Quei minuti interminabili e angoscianti  – raccontano in una lettera – resteranno sempre con noi, non dimenticheremo mai lo sguardo dell’infermiera del pronto soccorso…come saranno sempre vive nella nostra mente le parole del Dottore della rianimazione che ci ha ricevuto con tutto il tatto possibile e immaginabile,  ….i suoi occhi esprimevano un dolore che andava oltre la professione, oltre…»

L’incidente ha avuto molta eco, non soltanto per la giovane età della vittima – 29 anni – (Mattia era originario di Colombella, ma risiedeva con la compagna nella frazione di Rancolfo), ma per avere riproposto – una volta di più – l’annoso problema della sicurezza. L’impatto mortale è avvenuto tra il motociclo di Mattia e un’auto. Fin da subito le condizioni del ragazzo sono apparse gravissime; trasportato all’ospedale con un grave trauma cranico non ha mai ripreso conoscenza e, ricoverato in terapia intensiva è morto poche ore dopo l’incidente.

«Il nostro intento – raccontano -, con queste poche parole, vuole essere quello di spiegare quanta umanità, gentilezza, delicatezza abbiamo ricevuto e visto in quelle ore terribili da parte di medici e infermieri che hanno fatto il possibile per rendere un po’ umano quello che di umano purtroppo non ha nulla e nei giorni successivi da parte degli operatori della camera mortuaria che si sono presi cura di nostro figlio in una maniera speciale, dolcissima».

Mattia era pieno di vita, un concentrato di vivacità e forza, il nostro leone, ma non ce l’ha fatta…questa volta purtroppo ha vinto la morte, ma voi che siete così generosi e umani nella sconfitta, non smettete mai di lottare e siate fieri quando siete voi a vincere.

«Vorremmo in qualche modo portare con la nostra testimonianza un messaggio di positività – scrivono con grande forza d’animo in un momento così’ drammatico -, di ringraziamento e profonda stima a quelle Persone, e sono tantissime, molte delle quali giovani, che hanno a che fare con il dolore e la morte ogni giorno, che vengono da due anni di esperienze tragiche mai viste e affrontate prima e che comunque non hanno perso di vista l’umanità; è vero, la loro professione è una scelta, ma oltre questo quando è fatta con coscienza è una missione».

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