Mancano medici e infermieri, 450 operatori in prestito da altre regioni

 
Chiama o scrivi in redazione


Mancano medici e infermieri, 450 operatori in prestito da altre regioni

Mancano medici e infermieri, 450 operatori in prestito da altre regioni

I posti letto ci sono ma mancano medici e infermieri per attivarli. E’ così l’Umbria chiede 450 operatori in prestito alle altre regioni, almeno per 30 giorni. Si tratta medici, infermieri e operatori socio sanitari prestati dalle aziende sanitarie e ospedaliere del resto d’Italia. La richiesta della regione è stata inviata alla Prociv nazionale.

© Protetto da Copyright DMCA

Aumentano i ricoveri. Sono 513 i ricoverati a causa del Covid in Umbria, 13 in più rispetto a ieri. Di questi 79 sono ricoverati in terapia intensiva (+2). Il picco delle ospedalizzazioni, in base alle proiezioni del nucleo epidemiologico regionale, è previsto da qui ai prossimi dieci giorni.

I ricoveri in terapia intensiva in Umbria hanno superato il livello record di novembre. E’ quanto riporta il sito internet della Regione alla data del 9 febbraio. Risalgono i nuovi contagi: sono 375 i nuovi casi a fronte di 5.047 tamponi e 4.468 test antigenici con 93 guariti (31.025 in totale). Il totale delle persone contagiate dall’inizio della pandemia è 39.049. Il dato comprende gli attualmente positivi, i deceduti e i guariti. Segnalati altri 11 morti, 851 in totale. Le persone in isolamento sono 9.727, quelli in isolamento contumaciale sono 6.660. Gli attualmente positivi superano la quota dei settemila, 7.173 con esattezza.

Il capogruppo della Lega, Stefano Pastorelli, nella parte riservata al Question time della seduta di ieri dell’Assemblea legislativa, ha chiesto all’assessore alla Sanità, Luca Coletto di conoscere il “Piano organizzativo dell’Azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni relativo alla gestione pazienti Covid-19”, invitandolo a “fornire tutti gli elementi utili al fine di fare piena e definitiva luce

in merito a quanto affermato dal consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd), in un comunicato, circa “l’esistenza di una totale disorganizzazione interna dell’ospedale e la presenza nei corridoi dello stesso di pazienti malati di covid. Il tutto senza avere il minimo supporto di elementi che provino ciò”.

L’assessore ha risposto che nel 2020 sono state potenziate tutte le strutture tramite nuove assunzioni sia a tempo determinato che indeterminato, oltre a numerose stabilizzazioni. Ciò ha determinato un saldo positivo, anche a fronte di pensionamenti e dimissioni, pari a 120 operatori fra cui 12 anestesisti, gli altri sono medici, ostetriche, tecnici e assistenti. In questa situazione, con la carenza di medici a livello nazionale, il numero chiuso, le borse di studio limitate, emerge che il problema viene da molto distante, non è da addebitare all’attualità.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*