Machete a Fontivegge donna aggredita in strada in via del Macello

Machete a Fontivegge donna aggredita in strada in via del Macello

Attacca col machete nel tentativo di colpire una donna, poi fugge nel buio di via del Macello

Tutto è accaduto intorno alle venti di lunedì, quando la zona commerciale di Fontivegge era ancora affollata di passanti e clienti intenti negli ultimi acquisti della giornata. La tranquillità serale è stata squarciata da urla disperate, seguite dalla comparsa improvvisa di una lama di grosse dimensioni. Un uomo, descritto dai testimoni come di origine straniera, ha estratto un machete e ha tentato di colpire una donna che si trovava in sua presenza.

Cronaca di paura nel cuore del quartiere perugino

La scena si è consumata in pochi secondi, sotto gli occhi di alcuni residenti affacciati alle finestre e di chi per caso stava transitando in quella porzione di strada. La vittima, approfittando di un attimo di esitazione dell’aggressore, è riuscita a divincolarsi e a darsi alla fuga, lasciando l’uomo con l’arma ancora in pugno. Immediata è scattata la segnalazione al numero unico di emergenza, con diverse persone che hanno fornito agli operatori i primi dettagli su quanto appena accaduto.

Polizia in azione ma nessuna traccia

Sul posto, scrive Egle Priolo su Il Messaggero,  sono giunte rapidamente le Volanti della questura di Perugia, distante poche centinaia di metri dal luogo dell’accaduto. Gli agenti hanno battuto palmo a palmo l’area compresa tra via del Macello e le vie limitrofe, ma non hanno trovato né la donna né l’uomo armato. Entrambi, infatti, si erano già allontanati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, facendo perdere le proprie tracce nel dedalo di strade del quartiere.

Gli investigatori hanno comunque raccolto le testimonianze di chi ha assistito alla scena, cercando di ricostruire l’esatta dinamica e di comprendere se tra aggressore e vittima vi fosse un rapporto di conoscenza. L’ipotesi al momento più accreditata è che i due non fossero estranei, ma gli inquirenti non escludono alcuna pista. Le ricerche sono proseguite per tutta la serata, senza tuttavia portare a risultati concreti.

Allarme sicurezza nel quartiere

L’episodio riaccende i riflettori sulla questione della sicurezza a Fontivegge e sulle armi bianche che circolano nell’area. La vicenda richiama alla memoria un imponente sequestro operato dai carabinieri a metà febbraio, quando in una perquisizione domiciliare furono rinvenute oltre 240 armi bianche, tra cui katane, asce, coltelli di varie fogge e persino un apparecchio da mattazione completo di munizioni. In quell’occasione tre persone, due ecuadoriani e un italiano, finirono denunciate per detenzione abusiva di armi, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Quel blitz, scaturito da un’indagine della procura di Perugia delegata all’aliquota carabinieri, aveva già messo in luce come il quartiere fosse attraversato da traffici illeciti in cui le armi facevano da contorno ad attività criminali. L’aggressione di lunedì sera ripropone ora il tema in tutta la sua drammatica attualità.

Risse e violenze, un ritorno al passato

Negli ultimi mesi il clima a Fontivegge e nelle zone limitrofe come San Sisto era apparso meno teso rispetto al passato, quando episodi di violenza e risse si susseguivano con cadenza quasi quotidiana. I fatti di via del Macello rappresentano quindi un preoccupante campanello d’allarme, un ritorno a scenari che si sperava ormai superati.

L’uso del machete in un contesto urbano e in una fascia oraria ancora frequentata dal pubblico conferisce all’accaduto una gravità particolare, al di là del fatto che la donna sia riuscita a mettersi in salvo senza riportare ferite. La facilità con cui un’arma del genere può essere sfoderata e utilizzata in strada genera inquietudine tra i residenti, che chiedono maggiore attenzione e controlli più capillari sul territorio.

Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo sugli sviluppi delle indagini, ma è probabile che nelle prossime ore vengano acquisite e analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nella zona. Gli investigatori confidano in questi elementi per risalire all’identità dell’aggressore e ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. Nel frattempo il quartiere trattiene il fiato, sperando che questa ennesima vicenda resti un episodio isolato e non segni l’inizio di una nuova escalation di violenza.

2 Commenti

  1. E’ da tempo che sostengo che certi fatti, che da tempo avvengono nelle grandi Città (Milano, Roma) si verificheranno anche a Perugia. In Italia l’ordine pubblico, di cui abbiamo tutti diritto, si potrà ristabilire solo dopo aver rinviato ai loro Paesi di origine tutti coloro che delinquono (senza sconti) e bloccato totalmente l’immigrazione irregolare. Altrimenti, l’Italia è destinata purtroppo ad un declino irreversibile.

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