Ha problemi con auto, Elena maltrattata dal concessionario perché disabile

"Sei tu che non capisci l'italiano se non lo sai vai ad impararlo!"

Ha problemi con l'auto, Elena maltrattata dal concessionario perché disabile

Ha problemi con auto, Elena maltrattata dal concessionario perché disabile

Ha problemi con auto – Pubblichiamo una lettera ricevuta da Elena Cirimbilli, atleta di pallacanestro femminile in carrozzina. Elena, che nel 2014 era stata convocata in nazionale, ora 37enne e mamma, ha una disabilità fisica (ovvero una malformazioni midollare) pertanto, oltre ad usare un paio di bastoni per camminare, usa anche una carrozzina per i lunghi percorsi. Ma questa condizione fisica non l’ha mai fermata, tanto da comprare un’auto con tutti i comandi manuali (ovvero cambio automatico, freno e acceleratore sul volante), così da essere il più possibile autonoma.

Elena racconta che ogni mattina si reca al lavoro, dopo aver accompagnato all’asilo nido il bimbo di 2 anni e mezzo, e scrive di una brutta storia capitata alla sua auto, in seguito a una manutenzione fatta a Cannara, dove vive.

“Il meccanico di Cannara – scrive Elena – mi dice di aver notato che c’è un iniettore del liquido Adblue che perde, quindi, mi dovevo recare quanto prima in una officina della casa madre. Solo loro possono mettere mani per sistemare la situazione anche perché se l’iniettore si rompe l’auto non si accede più”.

La 37enne contatta l’officina di Perugia dove ha acquistato l’auto. “Spiego perfettamente che la macchina, purtroppo, non posso lasciarla tanti giorni perché è l’unica che ho, ma soprattutto che non posso guidare nessun altra auto che non abbia determinate modifiche vista la mia disabilità. Mi dicono che cercheranno di farla in giornata pertanto di portarla il 16 aprile alle ore 8:30/40 e così faccio. La lascio e mi rassicurano che cercheranno di fare il prima possibile….alle ore 15 vengo contattata per dirmi che hanno visto che bisogna cambiare questo famoso iniettore ma purtroppo si deve ordinare e io rispondo dicendo: ‘va bene’. Quando arriva? Semmai io domani sono a Perugia per una visita posso passare e lasciarla….mi viene detto che nn mi conviene altrimenti devono poi farmi pagare di più perché devono smontare la macchina nuovamente e che l’iniettore comunque sarebbe arrivato l’indomani….il giorno seguente (che in teoria doveva essere pronta) chiamo alle 15:30, perché vedo che la loro chiamata non arriva…mi dicono che avevano appena finito di parlare con il corriere perché aveva dimenticato il pacco. Io ripeto per l’ennesima volta che non posso stare senza macchina in quanto mi mettono in difficoltà. Il meccanico mi risponde io non posso fare magie e farti apparire l’iniettore. Tiro un respiro proprio per mantenere la calma e gli dico quindi quando arriva il pezzo? Mi dice che sarebbe arrivato giovedì mattina (intanto eravamo arrivati al 3 giorno senza auto). Così giovedì decido di chiamare a mezzogiorno e mi dicono che purtroppo non c’è il pezzo nel frattempo la versione era cambiata non era più il corriere ma il fatto era che hanno inviato il pezzo sbagliato quindi che hanno dovuto fare nuovamente l’ordine. Mi arrabbio al telefono e gli dico che le versioni erano diverse e che nn si fa così. Il meccanico mi risponde che nn è colpa sua e perché appena arriva montano il pezzo e poi mi avrebbero contattato loro alle 16 dello stesso pomeriggio, richiamo e mi dicono che il pezzo non è arrivato e che potrebbe arrivare più tardi come domani chi lo sa. Che ogni giorno può essere quello buono, allora dico di rimontare la macchina com’era che sarei andata riprenderla. Il meccanico risponde dicendo ‘va bene’. Venga a prenderla ma deve pagare altrimenti non le consegno la macchina…io gli dico che non avrei pagato perché il lavoro non era stato fatto e mi avevano creato solo disagio in quanto è una macchina per disabile. Mi risponde che non devo mettere la mia disabilità avanti perché non cambia nulla è che una macchina come tutte le altre. Cosa non vera, perché una macchina del genere non la trovi tutti giorni in quanto fatta proprio a mie esigenze. Allora visto la risposta ho chiesto la macchina sostitutiva…mi hanno detto che non avevano un macchina così, con comandi particolari, e neanche una macchina normale perché le 2 auto di cortesia erano impegnate. Pertanto concludo la telefonata dicendo che mi devono rimontare la mia macchina che sarei arrivata. E così e stato. Mia sorella da Perugia è venuta a Cannara per accompagnarmi a prendere l’auto. Quando arrivo in officina il capo officina mi dice che non riconsegna la macchina se prima non pagavo 60 euro. Per ennesima volta cerco di parlare dicendo che il lavoro non è stato effettuato e che non ero disposta a pagare. Perché oltre al danno di stare 3 giorni senza auto mi hanno preso in giro perché le versioni erano diverse. Il capo officina mi dice: ‘Sei tu che non capisci l’italiano se non lo sai vai ad impararlo e per me puoi restare qui tutta la sera perché finché non paghi noi non ti ridiamo l’auto….tra 7 minuti io vado via a me non frega niente’. Mi ha anche accusato di aver chiamato 10 volte il venditore quando in realtà io l’ho chiamato il primo giorno che non sapevo come fare e lui mi ha indicato di cercare il meccanico. Poi giovedì mattina dopo, che i meccanici mi hanno dato 2 versioni diverse, e non sapendo come fare mi sono rivolta a lui semplicemente perché è sempre stato il punto di riferimento dentro a quella concessionaria. Purtroppo non c’è stato nulla da fare, ho dovuto pagare per poter uscire con la mia macchina. Mi sono sentita non ascoltata, presa in giro, trattata malissimo e non perché abbia una disabilità, perché potevo anche non averla ma non è questo il modo di trattare un cliente. Ho portato l’auto in un’altra concessionaria, loro hanno visto il problema non hanno smontato la macchina, come dicono, di aver dovuto fare a Perugia, e non solo hanno ordinato il pezzo ma nel frattempo mi hanno ridato la macchina. Il meccanico mi ha assicurato che per vedere il problema non andava smontata la macchina semplicemente messa sul ponte è guardata. Quindi Perugia doppiamente mi ha presa in giro non solo sulla versione del ricambio, ma anche su come veniva effettuata la diagnosi”.

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