Giustizia umbra sotto pressione tra riforme e cantieri

Giustizia umbra sotto pressione tra riforme e cantieri

Corte d’Appello: criticità e sfide nell’anno giudiziario a Perugia

Giustizia  – La Corte d’Appello di Perugia ha aperto l’anno giudiziario 2026 tracciando un quadro complesso, in cui buoni risultati giurisdizionali convivono con carenze strutturali e organizzative. L’incontro con la stampa ha messo in luce un sistema che continua a garantire efficienza, ma che opera in condizioni sempre più gravose, tra scoperture di organico, cantieri strategici, obiettivi PNRR e un territorio che richiede risposte rapide.

Il messaggio di fondo è chiaro: la giustizia funziona, ma non può farlo all’infinito senza investimenti stabili.

Organici ridotti e pensionamenti: l’urgenza di rinforzi

La Corte ha richiamato l’attenzione su una situazione ormai critica: il personale amministrativo è insufficiente, mentre l’Ufficio per il processo continua a perdere addetti formati che non conoscono ancora la loro destinazione futura.

Nel settore penale, la situazione è ancora più delicata: quattro consiglieri della sezione penale andranno in pensione nei prossimi mesi, oltre il 50% della dotazione tabellare. Nonostante la tempestiva segnalazione al CSM, solo un magistrato è stato assegnato.

Il Tribunale di Spoleto resta l’unico del distretto senza suddivisione in sezioni, con un organico di 15 giudici che rende difficile una gestione equilibrata dei carichi.

A complicare il quadro, la magistratura onoraria è destinata a cessare entro il 31 ottobre 2026 senza che sia stata prevista una reale sostituzione.

Cantieri strategici: investimenti ingenti, tempi lunghi

La Conferenza permanente del 21 gennaio ha confermato l’avanzamento dei principali interventi edilizi:

  • Ex carcere femminile: futura sede della Procura distrettuale, appalto aggiudicato, lavori al via tra maggio e giugno 2026, durata 740 giorni, investimento da 14,6 milioni.
  • Padiglione Paradiso: futura sede del Tribunale civile, progetto approvato, gara entro fine 2026, lavori stimati in tre anni, investimento complessivo da 35 milioni.
  • Ex carcere maschile: destinato a Tribunale penale, Sorveglianza e Giudice di Pace, ma con copertura finanziaria ancora incompleta. Servono circa 100 milioni, oggi disponibili solo 2-4 per progettazione e indagini.

Sul fronte della sicurezza del Palazzo di Giustizia, è stato completato il consolidamento della Sala Salara, mentre sono in corso le progettazioni per la Loggia dei Lanari e il Terzo Arcone, interventi necessari per superare le vulnerabilità sismiche emerse nel 2022.

Civile: obiettivi PNRR centrati con largo anticipo

Nonostante le difficoltà, il settore civile del distretto si conferma tra i più virtuosi d’Italia.

La Sezione civile della Corte ha azzerato l’arretrato con un anno di anticipo rispetto alle scadenze europee, raggiungendo al 31 dicembre 2025 una riduzione del 99,2%.

Nei tribunali:

  • Perugia: arretrato ultra-triennale quasi azzerato, DT a 545 giorni, con proiezioni di ulteriore miglioramento.
  • Terni: risultati eccellenti, con una riduzione del DT del 50% rispetto al 2019 e un posizionamento al 6° posto nazionale.
  • Spoleto: smaltimento dell’85% dell’arretrato, ma con organico insufficiente per ulteriori progressi.

Penale: reati complessi e tempi in aumento

Il settore penale registra un quadro più problematico. I reati che destano maggiore allarme restano:

  • traffico di stupefacenti
  • furti in abitazione
  • violenze contro la persona
  • maltrattamenti in famiglia (+30%)
  • infiltrazioni criminali nel tessuto economico

La Sezione penale della Corte, pur senza fascicoli anteriori al 2023, registra un DT di 935 giorni, appesantito da procedimenti complessi provenienti da altri distretti per competenza ex art. 11 c.p.p., come Rigopiano e Sanitopoli.

Nei tribunali di primo grado, invece, i tempi restano sotto la media nazionale: Perugia 287 giorni, Terni 268, Spoleto 247.

Carceri: sovraffollamento e criticità strutturali

Il Tribunale di Sorveglianza ha descritto una situazione carceraria in peggioramento: sovraffollamento al 120%, con 1.664 detenuti a fronte di 1.333 posti regolamentari.

Sono 109 i detenuti in regime di 41-bis.

Magistratura e avvocatura chiedono interventi urgenti: edilizia penitenziaria, una REMS regionale, più assistenza sanitaria e psicologica, e convenzioni con il Terzo settore per il lavoro intramurario.

La magistratura di sorveglianza, esclusa dal PNRR, non ha ricevuto né obiettivi né personale aggiuntivo.

Giustizia minorile: carenze croniche e carichi in aumento

Il Tribunale per i Minorenni dell’Umbria opera con un terzo del personale amministrativo mancante e senza addetti UPP.

Le riforme recenti — dal decreto Caivano al decreto sicurezza — hanno ampliato l’ambito del controllo penale sui minori, aumentando richieste di misure cautelari e procedimenti, senza alcun potenziamento degli organici.

Il risultato è un sistema che fatica a garantire piena tutela ai minori più fragili.

Un distretto che resiste, ma che chiede risposte

La Corte d’Appello ha ribadito che il distretto umbro continua a distinguersi per efficienza, qualità del lavoro e capacità di risposta, ma che la tenuta del sistema non può poggiare solo sulla dedizione del personale.

Tra cantieri strategici, riforme in arrivo, carenze di organico e un territorio che presenta fenomeni criminali complessi, la giustizia umbra ha bisogno di investimenti certi e continui per garantire servizi adeguati alla collettività.

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