Gesenu, processo contabile tutto da rifare, Appello dà ragione a ex procuratore

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Gesenu, processo contabile tutto da rifare, Appello dà ragione a ex procuratore

Il processo contabile sul caso Gesenu deve ripartite dal primo grado. Lo ha deciso la prima sezione giurisdizionale centrale d’appello che ha riformato la sentenza numero in cui la sezione giurisdizionale aveva dichiarato il difetto di giurisdizionale del giudice contabile in favore del giudice ordinario respingendo, di fatto, la richiesta di danno erariale che fu individuato in 25,3 milioni dall’allora capo della Procura contabile, Antonio Giuseppone. Lo riportano i quotidiani di oggi e in particolare il Messaggero scrive che i danneggiati erano i 24 Comuni dell’Ati 2 e i cittadini che avevano pagato bollette per servizi non effettuati o effettuati male.

La Prima Sezione giurisdizionale centrale d’appello presieduta da Agostino Chiappiniello ha ribaltato tutto. La sezione che ha esaminato l’appello proposto dall’allora procuratore Giuseppone ha motivato il rinvio in primo grado spiegando che «alla responsabilità del concessionario privato di un pubblico servizio o di un’opera pubblica, quando la concessione investe il privato dell’esercizio di funzioni obiettivamente pubbliche, attribuendogli la qualifica di organo indiretto dell’amministrazione, onde egli agisce per le finalità proprie di quest’ultima».

L’inchiesta della Corte dei conti si era mossa dopo che la Direzione distrettuale antimafia con il pm Valentina Manuali aveva chiuso il cerchio con l’inchiesta Spazzatura d’oro connection che aveva scoperto come le società finite nell’indagine non rispettavano i dettami dell’appalto da un miliardo di euro vinto da Gest di cui Gesenu e Tsa sono in società e bracci operativi. In particolare veniva contestato anche uno smaltimento illecito.

 

 
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