Via Angeloni tra sporcizia, incuria e malcostume
Il quartiere di Fontivegge, a pochi passi dal centro cittadino, continua a essere teatro di episodi di incuria urbana e comportamenti incivili. In via della Ferrovia, all’altezza di un esercizio commerciale etnico, il marciapiede viene sistematicamente occupato da bottiglie, lattine e bicchieri di plastica abbandonati dopo le bevute del fine settimana. Il lunedì mattina, la zona si presenta come un’area post-festa, con vetri rotti e odori sgradevoli che si diffondono tra le abitazioni e i negozi limitrofi. Giulietto Albioni di Progetto Fontivegge ha segnalato il problema scrivendo un post sui social. Anche il Messaggero Umbria ne parla.
Nonostante la presenza di un contenitore per la raccolta del vetro a meno di cinquanta metri, l’abbandono dei rifiuti resta una prassi consolidata. I residenti denunciano una situazione che si ripete con regolarità, segnalando la mancanza di controlli, sanzioni e interventi risolutivi.
Poco distante, in via Mario Angeloni, un angolo della strada è stato adibito a toilette pubblica di fortuna. Gli abitanti riferiscono di uomini che si appartano regolarmente per urinare all’aperto, incuranti della presenza di passanti, esercizi commerciali e abitazioni. La zona, già provata da anni di marginalità, viene così ulteriormente colpita da comportamenti fuori controllo che minano il decoro e la convivenza civile.
Le lamentele dei cittadini non si limitano a episodi isolati. Tra via Angeloni e via Capitini, lungo il percorso pedonale che costeggia il centro postale operativo, si accumulano rifiuti di ogni genere: legno, lattine, sedie rotte, materiale da cantiere. Colpisce la presenza, in bella vista, di un copertone d’auto e un cerchione arrugginito, segni di un’auto smontata e abbandonata sul posto.
Accanto ai rifiuti, crescono erbacce e vegetazione incolta, contribuendo all’aspetto trascurato dell’intera area. L’integrazione, in passato auspicata come elemento di rilancio, sembra oggi ostacolata da una diffusa mancanza di rispetto delle regole condivise.
Nonostante le iniziative culturali e i progetti per rivitalizzare il quartiere, il degrado materiale e sociale resta un ostacolo evidente. I cittadini chiedono interventi concreti, segnalano da tempo il problema alle autorità e denunciano l’assenza di risposte strutturate. Il contesto odierno appare lontano da qualsiasi progetto di riqualificazione e restituisce l’immagine di un quartiere in difficoltà, dove il disinteresse istituzionale favorisce il radicarsi di pratiche non compatibili con la vita urbana.

Commenta per primo