Fentanyl e indagini, tre avvisi chiudono il caso esploso a Perugia

Nuovi sviluppi sull’inchiesta che travolse la città umbra nel 2024

La Procura di Perugia ha chiuso un’indagine lunga e complessa, avviata dopo il clamore mediatico dell’aprile 2024, quando una dose di eroina consegnata a una cooperativa impegnata nella riduzione del danno risultò contenere fentanyl. A quasi due anni di distanza, tre dipendenti della stessa cooperativa hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per concorso in favoreggiamento personale, con l’accusa di aver ostacolato l’identificazione dell’assuntrice e rallentato le verifiche sulla possibile diffusione della sostanza in città.

L’allarme iniziale e le prime verifiche

Il caso era esploso quando un assuntore aveva consegnato agli operatori un piccolo quantitativo di eroina ritenuto “troppo forte”. Le analisi dell’Università di Perugia e, successivamente, dell’Istituto superiore di sanità avevano confermato la presenza del potente oppioide sintetico, alimentando timori su un possibile ingresso del fentanyl nel mercato locale.

La Procura, però, non era stata informata del ritrovamento e aveva appreso la notizia solo dalla stampa, circostanza che aveva imposto l’apertura immediata di accertamenti. Da quel momento era iniziata una vasta attività investigativa, con controlli sulle dosi sequestrate nei mesi precedenti e un monitoraggio capillare delle piazze di spaccio tramite agenti dello SCO operanti sotto copertura.

Le testimonianze e la scheda contestata

Gli investigatori avevano ascoltato un referente della cooperativa, figura che aveva più volte parlato pubblicamente del caso. L’uomo aveva dichiarato di non essere in grado di identificare l’assuntore e aveva trasmesso una scheda compilata dall’operatore di strada, documento che riportava l’esecuzione di test colorimetrici preliminari.

Anche l’operatore coinvolto aveva sostenuto di non poter indicare la persona che aveva consegnato la dose. Le verifiche successive, però, non avevano trovato alcuna conferma della presenza di fentanyl in altre partite di eroina, né nelle analisi delle dosi sequestrate né nel monitoraggio del dark web.

La svolta: individuata l’assuntrice

Con grande difficoltà, anche grazie a intercettazioni telefoniche, la squadra mobile era riuscita a individuare la donna che aveva consegnato la sostanza. La testimone aveva negato che la dose fosse particolarmente potente e aveva fornito una versione diversa sulle ragioni della consegna, oltre a indicare elementi utili per risalire allo spacciatore.

Nel frattempo, l’indagine aveva portato all’arresto di alcuni pusher che avevano venduto droga agli agenti sotto copertura. In una conferenza stampa dell’ottobre 2024, la Procura aveva reso noto l’esito delle verifiche: nessuna ulteriore prova della presenza di fentanyl nel mercato perugino.

Le incongruenze e la ricostruzione finale

Restavano però irrisolte alcune anomalie della fase iniziale. Gli approfondimenti successivi hanno evidenziato che i due operatori ascoltati all’inizio avrebbero conosciuto l’identità dell’assuntrice e che avrebbero ricevuto indicazioni da un dirigente della cooperativa di non comunicarla agli investigatori, pur comprendendo la rilevanza dell’informazione.

Gli accertamenti hanno inoltre portato alla scoperta di una seconda scheda, ritenuta quella autenticamente redatta dall’operatore, contenente dati utili per identificare la donna e priva di qualsiasi riferimento a test colorimetrici, che quindi non sarebbero mai stati eseguiti.

I due operatori hanno ammesso parzialmente di non aver riferito la verità nell’immediatezza. La terza persona, con ruolo direttivo, non è stata ascoltata e potrà chiarire la propria posizione dopo la notifica dell’avviso.

Una vicenda che ridisegna il quadro del 2024

La conclusione delle indagini segna un nuovo capitolo in una vicenda che aveva generato forte allarme pubblico. La Procura, guidata da Raffaele Cantone, ha ricostruito un quadro molto diverso da quello inizialmente emerso, evidenziando omissioni e comportamenti che avrebbero ostacolato l’identificazione dell’assuntrice e rallentato la verifica della reale diffusione del fentanyl sul territorio.

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