Ciclista ferita e due dispersi salvati tra Valnerina e Trasimeno
Due salvataggi – Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) ha condotto nella serata un duplice intervento di emergenza in due aree distinte del territorio regionale, affrontando in poche ore situazioni complesse che hanno richiesto un impegno operativo coordinato e intenso. Le operazioni si sono svolte nella zona montuosa tra Marmore e Piediluco, in provincia di Terni, e nella fitta vegetazione nei pressi del “Percorso della Battaglia del Trasimeno”, nel comune di Tuoro sul Trasimeno.
La prima richiesta d’intervento è giunta poco dopo le ore 21:00. Una giovane donna, mentre percorreva in mountain bike il single track noto come “Mazzelvetta”, è caduta rovinosamente, riportando lesioni multiple. Il sentiero, di difficile accesso e situato in un’area impervia del comune di Terni, ha reso necessario l’intervento di tre diverse squadre del Soccorso Alpino, provenienti dalle stazioni di Terni, Valnerina e Spoleto. I soccorritori, accompagnati da un’equipe medica del servizio 118, hanno raggiunto il luogo dell’incidente in tempi rapidi, nonostante le difficoltà ambientali e le condizioni morfologiche del percorso.
Una volta individuata la ciclista, i tecnici del SASU, con il supporto del personale sanitario, hanno proceduto alla stabilizzazione della ferita. La donna è stata immobilizzata utilizzando una barella portantina specifica, strumento essenziale in contesti montani o in ambienti impervi. Dopo averla assicurata e protetta da ulteriori sollecitazioni, la paziente è stata trasportata a braccia lungo il sentiero fino al punto di raccolta, dove era in attesa l’ambulanza del 118. Da lì è partita per essere trasferita all’ospedale più vicino per accertamenti e cure. L’operazione è avvenuta in collaborazione con i Vigili del Fuoco, anch’essi presenti in zona per garantire il massimo supporto nelle fasi più complesse del recupero.
Mentre le squadre stavano ultimando il primo intervento, intorno alle ore 22:30 una nuova segnalazione ha mobilitato un altro nucleo del SASU. Due escursionisti risultavano dispersi nel territorio boscoso e scarsamente illuminato del Trasimeno, lungo un itinerario naturalistico che ricalca i luoghi storici legati alla famosa battaglia del 217 a.C. Le squadre operative di Perugia e Foligno sono state allertate e si sono dirette verso la zona indicata, portando con sé il materiale necessario per le ricerche in ambiente notturno.
Il territorio interessato si presentava difficile da esplorare per la sua conformazione collinare e per la presenza di fitta vegetazione che ostacolava l’orientamento. Per facilitare le operazioni di rintracciamento, il Tecnico di Centrale del SASU – figura sempre attiva presso la Centrale Operativa Regionale del 118 Umbria – ha attivato il sistema di geolocalizzazione SMS Locator. Questo strumento, parte della dotazione tecnologica del Soccorso Alpino, consente di individuare con precisione la posizione di chi si trova in difficoltà in aree montane o remote, sfruttando la rete di telefonia mobile per l’invio e la ricezione delle coordinate geografiche.
Due salvataggi
Una volta ricevuti i dati di localizzazione, la Centrale ha immediatamente trasmesso le informazioni alle squadre sul campo. I tecnici, affiancati anche in questa circostanza dai Vigili del Fuoco, hanno affrontato un percorso accidentato per raggiungere il punto segnalato. Dopo aver rintracciato i due escursionisti, in evidente stato di disorientamento ma in buone condizioni fisiche, hanno proceduto alle consuete verifiche sanitarie. Non essendo necessari ulteriori interventi medici, gli operatori del SASU hanno accompagnato i due fino alla loro auto, ponendo termine all’operazione di recupero poco prima della mezzanotte.
Le due azioni, pur svolgendosi a distanza di tempo e luogo, hanno evidenziato l’efficienza, la tempestività e la capacità di coordinamento delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria. Entrambi gli interventi hanno richiesto competenze tecniche specifiche, sia in fase di recupero di una persona ferita in un luogo impervio, sia nel tracciamento e nell’assistenza a soggetti smarriti in aree boschive poco accessibili.
Matteo Morriconi, capo del SASU, ha confermato la complessità delle operazioni e la tempestiva risposta delle squadre attivate. Gli interventi sono stati resi possibili anche grazie all’integrazione tra tecnologie moderne, come l’SMS Locator, e la consolidata esperienza sul campo dei tecnici soccorritori, in grado di operare in condizioni critiche e in orari notturni, garantendo sicurezza e assistenza immediata. L’approccio adottato rientra nelle procedure consolidate dell’organizzazione, che prevedono una reperibilità costante e un addestramento continuo per affrontare situazioni ad alto rischio.
I due scenari di emergenza affrontati in poche ore rappresentano una sintesi emblematica dell’attività quotidiana del SASU, che opera lungo tutto il territorio regionale per garantire soccorso a chi si trova in difficoltà in montagna, su sentieri escursionistici, pareti rocciose, zone boscose o grotte. Le operazioni possono coinvolgere sportivi, turisti, abitanti locali o semplici escursionisti che, per cause accidentali o per condizioni ambientali improvvise, finiscono per trovarsi in situazioni di pericolo o impossibilitati a proseguire in autonomia.
L’attività svolta durante la serata ha messo in luce anche l’importanza del coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali e operativi coinvolti: Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, personale sanitario del 118 e centrale operativa regionale. La sinergia tra queste componenti ha consentito di affrontare entrambe le emergenze in maniera efficace, senza ritardi e con l’adozione delle procedure più adatte al contesto specifico.
La ciclista ferita lungo il sentiero “Mazzelvetta” e i due escursionisti smarriti nel comprensorio del Trasimeno sono stati assistiti con prontezza e riportati in sicurezza grazie all’azione congiunta di personale addestrato, attrezzature adeguate e strumenti di localizzazione avanzati. Nessuna delle tre persone coinvolte ha riportato conseguenze gravi, ma gli episodi confermano quanto possa essere insidioso l’ambiente naturale quando non si dispone di preparazione sufficiente o quando si verificano imprevisti.
Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria rinnova periodicamente l’invito alla prudenza a chi frequenta la montagna o partecipa ad attività outdoor, soprattutto in orari serali o in zone poco conosciute. Preparazione, informazione e consapevolezza sono strumenti fondamentali per prevenire situazioni di emergenza. Tuttavia, quando la difficoltà si manifesta, la rete di soccorso si attiva con rapidità e competenza, come accaduto nella serata che ha visto il SASU impegnato in due operazioni distinte ma unite da un unico obiettivo: salvare vite.

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