Regione Umbria [video] espone bandiera Palestina e lancia Cantiere Pace

Regione Umbria espone bandiera Palestina e lancia Cantiere Pace
ph. TommyB

Palazzo Donini aderisce con gesto simbolico e impegno forte

La Regione Umbria ha reso visibile all’esterno di Palazzo Donini, sede della giunta regionale, la bandiera della Palestina, in un segno concreto di solidarietà verso il popolo palestinese. L’iniziativa, fortemente promossa dalla presidente Stefania Proietti e dall’assessore alla Pace Fabio Barcaioli, intende manifestare la profonda preoccupazione dell’amministrazione regionale per la grave emergenza umanitaria che interessa la Striscia di Gaza.

L’atto simbolico si è svolto al termine della prima riunione ufficiale del neonato Cantiere della Pace, presentato oggi durante una conferenza stampa nella sede istituzionale di Palazzo Donini. Il Cantiere è stato istituito come uno spazio stabile, aperto e condiviso, che coinvolgerà cittadini, associazioni, enti locali e organismi internazionali. La sua funzione sarà quella di sviluppare proposte, iniziative educative, progetti di cooperazione e politiche pubbliche che si rifanno ai principi di nonviolenza e giustizia sociale.

La presidente Proietti, intervenendo alla conferenza, ha sottolineato come la pace debba essere costruita ogni giorno, con strumenti e luoghi che favoriscano la partecipazione attiva delle persone. Con il Cantiere della Pace, ha spiegato, la Regione intende rafforzare il proprio impegno offrendo uno spazio permanente per tradurre concretamente i valori della nonviolenza in azioni durature e strutturate. Questo nuovo organismo sarà una piattaforma operativa dedicata alla cooperazione internazionale, all’educazione alla pace e al dialogo interculturale.

Nel descrivere il gesto dell’esposizione della bandiera palestinese, la presidente ha evidenziato che non si tratta di un segno ostile verso qualcuno, ma di un atto rivolto a chi soffre: civili, bambini e persone senza voce. Questo riconoscimento simbolico afferma con forza il rispetto del diritto internazionale e l’urgenza di un impegno umanitario condiviso, auspicando che anche l’Italia si unisca ai Paesi che hanno già annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina, come Francia, Regno Unito e Canada. L’Umbria, con radici profondamente francescane e legate al messaggio di Assisi, rinnova così la propria vocazione alla pace e alla solidarietà, riaffermando la necessità di una collaborazione più stretta tra istituzioni e società civile per contrastare ogni forma di violenza.

L’assessore Barcaioli ha aggiunto che l’esposizione della bandiera è un gesto responsabile e un segnale chiaro di vicinanza a chi vive la tragedia del conflitto. Pur consapevoli che questa azione non potrà fermare la guerra, si vuole esprimere con forza la speranza che l’Italia possa seguire l’esempio degli altri Stati che hanno scelto il riconoscimento della Palestina in vista della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’Umbria si pone così in prima linea tra le Regioni italiane, distinguendosi per la sua presa di posizione a tutela dei diritti e della dignità dei popoli coinvolti.

Parallelamente all’aspetto simbolico, la Regione prosegue l’impegno concreto, avendo già accolto una famiglia proveniente da Gaza e programmando di ospitare altri minori. Il Cantiere della Pace rappresenta uno spazio di dialogo e cooperazione stabile, dove associazioni e istituzioni possano cooperare per definire un ruolo umbro nel panorama internazionale fondato sulla pace e sul confronto.

Nel corso della conferenza, la presidente Proietti ha rimarcato la responsabilità delle istituzioni nel promuovere una cultura di solidarietà e rispetto dei diritti umani. Ha ribadito che la pace è l’unica via possibile e che l’Umbria sceglie di schierarsi dalla parte delle vittime, siano esse colpite da terrorismo, fame, bombardamenti o dalla distruzione di intere comunità civili. Questo gesto non indica una posizione contro qualcuno, bensì una scelta a favore dei più vulnerabili: donne, bambini e persone private dei loro diritti fondamentali.

La presidente ha inoltre citato il recente intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato la necessità di rispettare il diritto umanitario internazionale e l’urgenza di un’azione politica incisiva. Richiamando queste parole, Proietti ha confermato la richiesta ufficiale della Regione al Governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina, una richiesta già approvata con tre mozioni dall’Assemblea legislativa umbra. Tale riconoscimento, ha spiegato, faciliterebbe l’attivazione dei corridoi umanitari e rafforzerebbe il ruolo umbro nell’accoglienza dei profughi.

La risposta della comunità locale è stata ampia e partecipata, con numerose manifestazioni di sostegno, aiuto e ospitalità. Esponendo la bandiera, la Regione Umbria dichiara di riconoscere la Palestina come Stato sovrano e comunità titolare di diritti umani da tutelare.

Il Cantiere della Pace sarà inoltre un centro di documentazione e osservatorio permanente, gestito dall’assessorato alla Pace in collaborazione con il Centro regionale per la cooperazione internazionale e i garanti regionali. Tra le iniziative già in corso vi sono un ciclo di incontri pubblici su tutto il territorio regionale, un protocollo d’intesa con i Comuni umbri, un bando per progetti educativi e la programmazione di un incontro previsto per l’8 ottobre con istituzioni umbre e sindaci della Giordania, in preparazione alla Marcia per la Pace Perugia–Assisi.

La presidente Proietti ha concluso ribadendo che la pace non può essere data per scontata e che serve una nuova alleanza fra istituzioni e società civile. Ha assicurato che l’Umbria continuerà a svolgere un ruolo attivo, con coraggio e determinazione, per promuovere la cultura della pace e della giustizia sociale.

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1 Commento

  1. Negli anni passati c’erano le “bandiere della pace” che sventolavano alle finestre. Ora, grazie ad una fervida fantasia, abbiamo inventato addirittura il “Cantiere della pace”. Cosa c’è da aspettarsi in futuro? La pace vera e duratura si raggiunge solo tramite trattative molto impegnative e che comportano inevitabilmente rinunce da entrambe le parti contendenti. Occorre sedersi ad un tavolo e lavorare convintamente per raggiungere un compromesso dignitoso/accettabile che apra le porte ad una pace duratura.

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