Due persone morte in poche ore sul lavoro lavoro, indagine in corso

Diciannove morti sul lavoro in dieci mesi in Umbria sono troppi

Due persone morte in poche ore sul lavoro lavoro, indagine in corso

Dopo la morte di Roberto Raspati, 57enne di Monte del Lago di Magione dipendente di una ditta di pulizie precipitato in una tromba delle scale mentre puliva una vetrata al Girasole di Corciano, c’è un altro decesso sul lavoro. Un 50 enne colpito da un malore fatale mentre era impegnato in un cantiere.

Nel caso delle morte di Raspati la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto una indagine per omicidio colposo. Il 50enne era   Ghenadie Florea, moldavo e residente da diverso tempo a Perugia.

L’uomo, secondo quanto riporta Il Messaggero Umbria – a firma di Michele Milletti – , “stava lavorando in un cantiere nella zona di Nocera Umbra quando improvvisamente il suo cuore si è fermato”.

Morte per causa naturale, quindi, ma i primi riscontri del medico legale devono trovare conferma nell’esame autoptico disposto nelle ultime ore dalla procura di Spoleto diretta da Alessandro Cannevale che ha conferito l’incarico a al medico legale Sergio Scalisce Pantuso

All’esperto nominato dalla procura spoletina – riferisce Il Messaggero – toccherà dunque iniziare a dare risposte su una morte al momento improvvisa quanto ancora da indagare.

E poco dopo il morto di Corciano (Raspati ndr) la Cisl dell’Umbria scriveva

Due persone morte in poche ore sul lavoro lavoro, indagini in corso
Il Girasole a San Mariano di Corciano

“Lavorare non può significare porre a rischio la propria vita”. Il 2023 si apre con un’altra vittima sul lavoro. Per la Cisl Umbria è arrivato il momento di dire basta a questi tragici incidenti: “I numeri delle vittime degli incidenti sul lavoro, nonostante i numerosi provvedimenti normativi con i quali si è cercato, nel tempo, di prevenirli, continuano ad essere  allarmanti, drammatici.

Nel 2022 gli incidenti sono aumentati rispetto all’anno precedente del 23,3 per cento. Venti sono stati invece i morti con l’ultimo decesso avvenuto a Castel Viscardo a fine dicembre. In attesa di comprendere dalle autorità competenti cosa sia accaduto a Corciano, come Cisl Umbria siamo convinti che dobbiamo fermare questa lunga scia di sangue, una strage silenziosa che non può diventare un dato statistico, rassegnazione.

Servono maggiori controlli da parte degli organi preposti che debbono essere rafforzati numericamente nei presidi”.
“Su questa direzione va il recepimento accordo Coordinamento vigilanza deliberato dalla Giunta regionali lo scorso 30 dicembre. E’ necessario – conclude la Cisl Umbria – impegnarsi per un’attività concertativa con le istituzioni e le parti datoriali che sappia dare una concreta risposta ai lavoratori, facendo fare a tutti gli attori un balzo culturale in avanti”.

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