SAPPE denuncia gestione, chiesti interventi immediati al DAP
📌 FLASH NEWS – Due detenuti hanno forzato le sbarre delle celle nel reparto isolamento del carcere di Perugia-Capanne, devastando la sezione. La Polizia Penitenziaria li ha bloccati. Il SAPPE denuncia la gestione e chiede interventi urgenti!
Momenti di forte tensione nella serata di ieri alla Casa Circondariale di Perugia-Capanne, dove due detenuti ospitati nel reparto isolamento sono riusciti a forzare le sbarre delle rispettive camere detentive e a uscire dalle celle. L’episodio, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), si è verificato intorno alle 21.
Una volta fuori dalle camere, i due avrebbero devastato il reparto isolamento, riuscendo ad avanzare fino allo sbarramento della sezione, che ha impedito loro di proseguire. La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento della Polizia Penitenziaria presente nell’istituto e di altro personale accorso dall’esterno.
Secondo la ricostruzione fornita dal SAPPE, l’azione dei due detenuti sarebbe stata diretta a raggiungere un altro ristretto presente nello stesso reparto, con il quale sarebbero esistiti precedenti contrasti. Il personale è intervenuto prima che i detenuti potessero raggiungere l’altro uomo.
Due detenuti ospitati nel reparto isolamento
Il sindacato ha fornito alcuni elementi sulla posizione dei due protagonisti dell’episodio. Uno è un detenuto di nazionalità albanese, sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario. Era stato trasferito nel carcere perugino da Ancona da meno di un mese.
L’altro detenuto, indicato come originario della Sicilia, si sarebbe trovato volontariamente nel reparto isolamento dopo avere terminato l’espiazione di una sanzione disciplinare. Su quest’ultimo aspetto lo stesso SAPPE precisa che si tratta di quanto riferito al sindacato.
I due sarebbero riusciti a forzare le sbarre delle rispettive celle, per poi muoversi all’interno del reparto. La loro avanzata è stata fermata dallo sbarramento della sezione.
Il successivo intervento degli agenti ha permesso di bloccare entrambi e di ripristinare l’ordine nel reparto, evitando, secondo il sindacato, conseguenze ulteriori.
Il SAPPE solleva il problema della sicurezza
L’accaduto ha provocato una dura presa di posizione del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che concentra l’attenzione sia sulle condizioni strutturali dell’istituto sia sulla gestione della Casa Circondariale.
Il SAPPE pone in particolare l’accento sulla possibilità che due detenuti siano riusciti a forzare le sbarre e uscire dalle camere detentive, chiedendo chiarimenti sulle condizioni di sicurezza presenti nel reparto.
Nella nota sindacale vengono richiamate criticità che, secondo l’organizzazione, sarebbero state segnalate già in precedenza. Tra queste vengono indicate le condizioni delle strutture, la consistenza dell’organico e la copertura dei servizi durante i turni serali e notturni.
Il sindacato sostiene che il personale della Polizia Penitenziaria sia chiamato ad affrontare situazioni particolarmente complesse con risorse considerate insufficienti e chiede interventi per rafforzare le condizioni operative all’interno dell’istituto.
Richiamato il suicidio avvenuto il 2 giugno
Nella propria denuncia il SAPPE torna anche su un precedente episodio verificatosi nella struttura. Il sindacato ricorda il suicidio di un detenuto trentenne avvenuto il 2 giugno scorso all’interno della propria cella.
In quella circostanza, secondo quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, un solo agente sarebbe stato incaricato di controllare due sezioni aperte. Il SAPPE collega quella precedente segnalazione alle criticità che sostiene siano ancora presenti nella Casa Circondariale di Perugia-Capanne.
Per il sindacato, quanto avvenuto nella serata di ieri non dovrebbe quindi essere considerato un fatto isolato, ma un ulteriore episodio da valutare nel quadro delle condizioni generali dell’istituto.
La nota pone nuovamente al centro la sicurezza degli agenti e la capacità di gestione delle sezioni detentive, chiedendo provvedimenti in grado di affrontare le problematiche denunciate.
Dure critiche alla gestione del carcere
Il SAPPE rivolge critiche dirette anche ai vertici della Casa Circondariale di Perugia-Capanne. Il sindacato afferma di chiedere da mesi l’avvicendamento del direttore e del comandante, contestando il mancato raggiungimento degli obiettivi contrattuali e definendo inadeguata l’attuale gestione.
Secondo quanto riportato nella nota, inoltre, numerosi detenuti avrebbero presentato richieste di colloquio con i vertici dell’istituto senza ottenere risposte. Anche questo elemento viene indicato dal sindacato tra le criticità che caratterizzerebbero l’attuale situazione.
La posizione espressa dal SAPPE è particolarmente netta. L’organizzazione sindacale chiede infatti che la catena di comando dell’istituto venga azzerata e ricostruita, sostenendo la necessità di un cambiamento nella conduzione del carcere.
Si tratta di valutazioni e richieste formulate dal sindacato, che attribuisce l’episodio verificatosi nel reparto isolamento a un quadro più ampio di difficoltà organizzative e strutturali.
Chiesto l’intervento del DAP e del ministro della Giustizia
Nel documento il SAPPE chiede un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del ministro della Giustizia. Le richieste riguardano diversi aspetti della situazione della struttura perugina.
Il sindacato sollecita interventi strutturali urgenti, un potenziamento dell’organico della Polizia Penitenziaria e una revisione della catena di comando dell’istituto. Le condizioni delle sbarre e delle strutture vengono indicate tra gli elementi sui quali sarebbe necessario intervenire.
La richiesta arriva dopo una serata nella quale gli agenti sono stati chiamati a gestire l’uscita dalle celle dei due detenuti e la successiva situazione di tensione all’interno del reparto isolamento.
L’intervento della Polizia Penitenziaria ha consentito di fermare i due uomini e riportare la situazione sotto controllo. Il SAPPE, tuttavia, considera quanto accaduto un nuovo segnale delle criticità già denunciate e torna a chiedere provvedimenti al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia.

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