Donato Fezzuoglio Umbertide ricorda il suo Carabiniere ucciso

Fezzuoglio, riparatosi dietro allo sportello dell'automobile, fece appena in tempo ad esplodere sei colpi, prima di cadere a terra colpito a morte da un colpo fatale alla schiena.

Donato Fezzuoglio Umbertide ricorda il suo Carabiniere ucciso

L’omicidio dell’appuntato dei carabinieri, medaglia d’oro, Donato Fezzuoglio, è stato commemorato oggi a Umbertide. Il militare fu ucciso il 30 gennaio del 2006 da banditi in fuga dopo una rapina in banca. La cerimonia, cui ha partecipato la vedova Emanuela e il figlio Michele, ha preceduto la Santa Messa celebrata dal vescovo emerito, monsignor Mario Ceccobelli. Il rito si è tenuto presso la chiesa del Cristo Risorto e vi ha partecipato il comandante della Legione carabinieri Umbria generale Massimiliano Della Gala, quello provinciale colonnello Giovanni Fabi e il dottor Castrese De Rosa per il Comune di Umbertide.

Presenti anche le associazioni combattentistiche dell’Arma dei carabinieri. “Ringrazio calorosamente – ha detto Della Gala – le scolaresche e le autorità intervenute, nonché tutti coloro che si adoperano affinché il sacrificio del militare non venga mai dimenticato”.

Quel drammatico giorno del 30 gennaio 2006, Fezzuoglio insieme ad un collega arrivò al Monte dei Paschi di Umbertide. Rapinatori armati avevano sfondato una delle vetrine utilizzando un’auto a mo’ di ariete, per l’esattezza un pick up. Sul posto, i Carabinieri ingaggiarono con i rapinatori un conflitto a fuoco, nel tentativo di interrompere la rapina. I rapinatori reagirono rovesciarono sui Donato Fezzuoglio e il collega Monti un volume di fuoco incredibile. Avevano pistole, armi automatiche e un fucile d’assalto AK-47 Kalashnikov.

Fezzuoglio, riparatosi dietro allo sportello dell’automobile, fece appena in tempo ad esplodere sei colpi, prima di cadere a terra colpito a morte da un colpo fatale alla schiena.

Una sorte migliore toccò al suo collega, l’appuntato Monti rimase ferito alla schiena in modo non grave. La sparatoria durò circa quattro minuti e finì in bagno di sangue. I rapinatori riuscirono a fuggire, fermando un’automobile che si trovava a passare in quel momento, ma non prima di aver sparato a tutto e a tutti e ferendo altre persone.

 

L’udienza preliminare per l’indagine sull’omicidio di Fezzuoglio, svoltasi nel giugno 2011, si concluse con il rinvio a giudizio di Pietro Pala e Raffaele Arzu (già inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia, prima del suo arresto avvenuto l’8 dicembre 2009) e il non luogo a procedere nei confronti di Pietro Roberto Fragata e Fabrizio De Montis. Da alcune intercettazioni ambientali nell’auto di Pala, emergerebbe che questi sia stato l’esecutore materiale dell’uccisione. Il 12 maggio 2013 dopo 17 ore di camera di consiglio, furono condannati all’ergastolo Raffaele Arzu e Pietro Pala. Il 4 ottobre 2014 in appello fu confermata la sentenza: ergastolo per i due assassini.

La Cassazione ha stabilì che i due sardi facevano parte del commando che il 30 gennaio del 2006 assaltò il Monte dei Paschi di Siena uccidendo il militare dell’Arma.

Nel settembre 2015 Arzu è stato condannato a 3 anni di reclusione per una rapina avvenuta all’ufficio postale di San Quirico di Sorano il 2 settembre 2003.

L’atto di valore di Donato Fezzuoglio è ben sintetizzato nella motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa all’Appuntato-Eroe:

Motivazione Medaglia d'oro
“Nel corso di servizio perlustrativo, palesando spiccate doti di coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, tre pericolosi malviventi sorpresi in flagrante rapina ai danni di un istituto di credito, esponendosi alla violenta azione di fuoco dei malfattori. Replicava con l’arma in dotazione costringendo alla fuga i rapinatori finché, attinto da un colpo proditoriamente esplosogli alle spalle da un altro rapinatore in posizione defilata, si accasciava esanime al suolo”.

Chi era Donato Fezzuoglio?

Chi lo ricorda lo descrive come tenace, generoso e con un carattere affabile di carattere. Uno di quei giovani col viso aperto, sorridente e sincero. Era nato a Bella di Potenza e dopo il diploma di ragioniere si era iscritto alla facoltà di Scienze politiche a “La Sapienza” di Roma. Nel frattempo però si arruola nei Carabinieri per assolvere agli obblighi di leva. Ma l’Arma, si sa, è affascinante e Fezzuoglio, da Ausiliario divenne Effettivo e fu destinato alla Stazione Carabinieri di Umbertide, ma lavorò anche al radiomobile della compagnia di Umbertide.

Fu, per altro lui, che accompagnò Giorgio Giorni in carcere – quando il carcere era a Piazza Partigiani – a Perugia, dopo l’omicidio della piccola Maria Geusa.

 


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