Detenuto incendia la cella del carcere, 6 agenti feriti a Terni

Detenuto incendia la cella del carcere, 6 agenti feriti a Terni

Detenuto incendia la cella del carcere, 6 agenti feriti a Terni

Un detenuto di origine magrebino con problemi psichiatrici, trasferito al carcere di Sabbione a Terni, ha appiccato per futili motivi un incendio nella propria cella, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno, sei  poliziotti sono rimasti feriti per escoriazioni varie e intossicati per i fumi respirati nell’operazione di domare le fiamme e riportare l’ordine e sicurezza all’interno della sezione detentiva.

“Oggi l’organico di Polizia Penitenziaria al Sabbione è sotto il livello minimo, anche perché il personale si trova a dover svolgere attività diverse da quelle del proprio profilo professionale”. A scriverlo è il sindacato SARAP che “ancora una volta chiede l’intervento di tutti gli organi preposti a prendere le proprie posizioni, ed evidenziare le mancanze che compromettono l’ordine e la sicurezza non solo quando si presenta l’evento critico, ma quotidianamente affinché non si prospettano risoluzioni valide al problema che compromettono sia la sicurezza interna agli istituti, ma anche la sicurezza sociale all’esterno degli istituti penitenziari toccando tutta la società civile”.

TERNI, INCUBO IN CARCERE: DOPO LA CELLA INCENDIATA, LITE TRA RISTRETTI UBRIACHI. SAPPE: “BASTA! SERVONO NUOVE REGOLE DI GESTIONE”

Sono state ultime ore da incubo, quelle appena trascorse nella Casa circondariale di Terni, dopo che un detenuto, straniero e con problemi psichiatrici, ha dato fuoco alla cella e causato l’intossicazione di sei appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria. Spiega infatti Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Dopo il grave incendio, che avrebbe potuto causare una tragedia in carcere, due detenuti, uno straniero con problemi psichiatrici e l’altro italiano, palesemente ubriachi, si sono resi protagonisti di una lite per la quale si è reso necessario l’intervento dei poliziotti. I due avevano bevuto della grappa, prodotta evidentemente in cella con la frutta macerata. Il SAPPe esprime la propria solidarietà agli agenti feriti e contusi nel carcere ternano e auspica che il prima possibile si intervenga sulle aggressioni al personale di polizia penitenziaria oramai saturo di ciò che sta subendo”. 

Tuona Capece: “Basta! A questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Non è un caso”, aggiunge, “che c’è una crescita esponenziale di episodi violenti da parte di detenuti psichiatrici ristretti, a dimostrazione della incapacità politica a trovare una efficace soluzione alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che invece dovrebbero essere riaperti, con regole e gestioni differenti rispetto al passato ma assolutamente necessari. Il personale di Polizia Penitenziaria non ha ancora ricevuto i previsti guanti anti-taglio, caschi, scudi, kit antisommossa e sfollagenti promessi dal Capo del DAP Renoldi”, denuncia infine. “E’ stato un grave errore politico sopprimere, a Perugia, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, accorpando tutto a Firenze, che non a caso mandata tutti i detenuti più problematici dalla Toscana in Umbria. Perugia deve essere messa in condizione di avere un Distaccamento, come già c’è oggi, ma con una piena autonomia organizzativa e gestionale da parte di un Dirigente, certamente utili ai servizi di Polizia Penitenziaria ed alla gestione dei detenuti. Io credo che l’Amministrazione dovrebbe dare un segno tangibile di riconoscenza ai poliziotti penitenziari in servizio nelle carceri umbre ed a Terni in particola per quel che quotidianamente fanno, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va anche il ringraziamento del SAPPE; perché se le carceri regionali reggono alle costanti criticità penitenziarie è solamente merito loro”.

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