Truffa su Superbonus, Eco e Sisma bonus: indagati società e tecnici
Sequestro preventivo per oltre 162 mila euro nell’ambito di un’indagine su una presunta truffa aggravata legata alla generazione e alla cessione di crediti d’imposta inesistenti connessi ai bonus edilizi. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Guardia di Finanza della Procura della Repubblica di Perugia, in attuazione di un decreto emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della stessa Procura.
Il sequestro riguarda una società con sede a Corciano e i suoi rappresentanti legali, entrambi di origine albanese e residenti a Castiglione del Lago, oltre a un professionista tecnico. Gli indagati rispondono, a vario titolo, dell’ipotesi di reato di truffa aggravata per aver generato e commercializzato crediti fiscali fittizi relativi a interventi edilizi riconducibili ai regimi agevolativi del Superbonus 110%, dell’Ecobonus e del Sismabonus, risultati mai eseguiti.
L’attività investigativa, coordinata dall’Ufficio requirente e condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, ha avuto origine dalla denuncia presentata dalla proprietaria di un’unità immobiliare situata nel comune di Panicale.
La donna aveva riferito di aver ricevuto dal rappresentante legale della società la proposta di avviare lavori di ristrutturazione edilizia usufruendo delle agevolazioni fiscali attraverso il meccanismo dello sconto in fattura, introdotto dalla normativa emergenziale durante il periodo pandemico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’impresa, avvalendosi inizialmente di un professionista incaricato, avrebbe comunicato all’Agenzia delle Entrate, tramite il portale dedicato, la disponibilità di crediti d’imposta da Superbonus 110%, dichiarandoli come ceduti dal proprietario dell’immobile, nonostante i lavori non fossero mai iniziati. Contestualmente, la società avrebbe emesso fatture nei confronti della committente e, senza che quest’ultima ne fosse a conoscenza, avrebbe trasmesso all’Agenzia delle Entrate i moduli per la cessione del credito.
Tali comunicazioni sarebbero state corredate da un’asseverazione ritenuta mendace, successivamente prodotta da un altro professionista compiacente, abilitato a certificare lo stato di avanzamento dei lavori, attestando interventi edilizi in realtà inesistenti. In questo modo sarebbero stati creati crediti fiscali fittizi, pronti per essere immessi nel circuito delle compensazioni tributarie.
Con l’emissione del decreto di sequestro preventivo, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il blocco della circolazione delle risorse illecite, per un importo complessivo superiore a 162 mila euro, evitando un potenziale danno significativo per l’Erario derivante dall’eventuale utilizzo dei crediti in compensazione delle imposte dovute. Il sequestro è stato eseguito nei confronti dei rappresentanti legali della società, attualmente in liquidazione giudiziale, nonché del professionista incaricato e dei due direttori dei lavori che si sono succeduti nel tempo.

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