Covid, rischio arancione per l’Umbria, il picco di questi giorni preoccupa

 
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Covid, rischio arancione per l'Umbria, il picco di questi giorni preoccupa

Covid, rischio arancione per l’Umbria, il picco di questi giorni preoccupa

La Regione Umbria potrebbe diventare di “livello arancione”. Il picco di ieri di 660 nuovi positivi, i 12 ricoveri in più (415 in totale di cui 62 in intensiva), il numero dei quasi diecimila contagiati e i 10 morti mettono l’Umbria a rischio insieme a Liguria, Veneto, Campania, Toscana, Emilia-Romagna e la provincia autonoma di Bolzano.

A preoccupare è il tasso di occupazione delle Ti al 58,5 per cento, per Iss e Ministero il punto critico è al 30%. I ricoverati sono così distribuiti: 36 sono ricoverati all’ospedale di Città di Castello (7 in rianimazione), 38 a Foligno (3 rianimazione), 131 di cui 23 in rianimazione a Perugia, 55 a Spoleto (9 in rianimazione), 114 a Terni (20 in terapia intensiva) e 41 a Pantalla. L’indice di contato, il cosiddetto Rt, scende però a 1.57.

La fascia di età attualmente più colpita in Umbria è tra i 40 e i 64 anni: 5.101 casi e poi i giovani tra i 18 e i 39 anni (3.540). Gli anziani sono 904 e tra i positivi anche 368 bambini positivi di età inferiore a sei anni. E’ quello che emerge sulla dashboard della Regione.

Tre dei morti di ieri sono di Terni e poi uno a Perugia, Foligno, Spoleto, Orvieto Torgiano, Cascia e Giano. Cinque decessi sono avvenuti all’ospedale di Terni. Si tratta di due uomini residenti a Terni, uno di 74 e l’altro di 86 anni; un uomo di 76 anni residente a Spoleto; una donna di 80 anni residente a Terni e un uomo di 91 anni residente a Orvieto.

Picchi vengono ancora registrati ad Assisi, Bastia Umbra, Bevagna, Foligno, Montefalco, Narni, Perugia, Spoleto, Terni e Trevi. ma ci sono anche comuni che grazie ai guariti riducono la quota degli attuali positivi come Castiglione del Lago, San Gemini e Tuoro sul Trasimeno.

In questi giorni dovrebbe partire il servizio per i tamponi rapidi antigenici dei medici di famiglia e dei pediatri ai loro assisiti e mercoledì sarà consegnato l’ospedale da campo milita dell’Esercito, collocato vicino al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia.

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