Covid, le donazioni di plasma iperimmune in Umbria sono cresciute

 
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Covid, le donazioni di plasma iperimmune in Umbria sono cresciute

Covid, le donazioni di plasma iperimmune in Umbria sono cresciute

Le donazioni di plasma iperimmune in Umbria sono cresciute in corrispondenza della seconda ondata dei contagi da parte di chi è stato colpito dal Covid-19. Lo riporta oggi il Messaggero dell’Umbria. La terapia con il plasma iperimmune, o plasmaterapia, consiste nell’infusione di plasma derivato dal sangue dei guariti, in questo caso da Covid-19, al fine di fornire ai malati gli anticorpi utili a neutralizzare il virus. Non tutti i candidati alla donazione di plasma iperimmune poi diventano donatori effettivi.

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Il dato umbro – scrive il quotidiano – sfiora le novanta unità con 64 donatori effettivi soltanto a Perugia. Ogni donatore idoneo permette di realizzare tre unità di plasma iperimmune.

L’Umbria partecipa allo studio “Tsunami”. Il centro promotore dello studio è l’Azienda ospedaliera universitaria Pisana affiancata dal Policlinico San Matteo di Pavia. L’obiettivo dello studio vuol valutare l’efficacia e la sicurezza del plasma che, concentrato, viene infuso nei pazienti che hanno sviluppato la polmonite, ma non necessitano ancora della ventilazione invasiva. Lo studio mira a valutare la capacità di tale terapia nel diminuire il ricorso alla ventilazione meccanica, la mortalità e la durata dell’ospedalizzazione.

In Umbria tra i donatori c’è l’avvocato Matteo Fortunati. Quando ha donato il suo plasma iperimmune ha realizzato durante la donazione il servizio video che qui vi proponiamo.

Ha fatto il prelievo per conto di Avis, grazie al protocollo attivato dall’ospedale di Perugia, guidato dalla dottoressa Barbara Pasqua. Matteo Fortunati è l’avvocato Perugino guarito dal Covid-19. “Sto facendo il prelievo del plasma iperimmune” – ha detto Matteo -. Mentre lo fa inquadra il macchinario che fa dei cicli di prelievo separando il sangue dal plasma. “Stiamo lavorando per il bene degli altri, questo plasma tra l’altro è efficace perché il valore minimo deve essere 40 per quanto riguarda il sierologico: il mio è 108. Speriamo che possa essere impiegato per salvare qualche vita, peraltro avendo un gruppo sanguigno 0 Rh positivo, dopo un trattamento adeguato, potrà essere utilizzato per altri gruppi”.



 

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