Costretta a fare sesso nei parcheggi, ma qualcosa non va secondo i piani

Costretta a fare sesso nei parcheggi, ma qualcosa non va secondo i piani

Costretta a fare sesso nei parcheggi, ma qualcosa non va secondo i piani

Violenza sessuale continuata, violenza privata e sostituzione di persona ai danni di una una casalinga perugina trentenne. Questo quanto commesso da un operaio albanese di 25 anni. L’uomo è stato arrestato il 23 gennaio dai carabinieri di Perugia. E’ quanto riporta oggi il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Alessandro Antonini.

Lei era costretta a fare sesso a più riprese nei parcheggi con uno sconosciuto. Lui la ricattava minacciando di rivelare al marito e di pubblicare le foto osé ottenute su Facebook con uno stratagemma.

Il suo piano – scrive il Corriere dell’Umbria – inizia nel settembre 2018 quando “adesca la donna sul social network carpendone le fiducia con lusinghe e premure”. Così la induce a inviargli fotografie di parti intime “in cui erano visibili tatuaggi che la rendevano riconoscibile”. Da qui l’uomo si inventa l’esistenza di un fantomatico conoscente che Io avrebbe ricattato pretendendo un appuntamento con la donna, pena la divulgazione delle foto. Nell’ottobre – continua il quotidiano –  lei accetta di incontrare l’amico inventato, in un distributore di Perugia. L’uomo si presenta e minaccia di divulgare le immagini ma se lei accetta di fare sesso, lui le dà la garanzia di cancellare chat e foto.

Il tutto avviene nel parcheggio di Pian di Massiano dove a bordo del mezzo “le toccava le parti intime e quindi la penetrava’. Ma l’albanese non mantiene la promessa, anzi continua a fingersi amico e aguzzino e la costringe, a un secondo rapporto completo.

Il 19 gennaio la donna viene ancora contattata su Instagram ma stavolta presenta denuncia ai carabinieri e gli organizza il tranello. Si vedono in un luogo appartato, all’interno dell’auto, ma i carabinieri lo fermano prima che succeda ancora l’irreparabile.

Il 25 gennaio il gip Valerio D’Andria ha convalidato il fermo, su richiesta del pm Mara Pucci. L’uomo è difeso dall’avvocato Diego Fiori.

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