Coronavirus: il report, 95 per cento nuovi casi gestito a domicilio

 
Chiama o scrivi in redazione


Covid in Umbria, non si può allentare, pronta la nuova ordinanza

Coronavirus: il report, 95 per cento nuovi casi gestito a domicilio

Gestiti a domicilio quasi tutti i nuovi casi di Covid. Nella settimana appena trascorsa tutte le Regioni hanno fatto prevalentemente ricorso all’isolamento domiciliare dei contagi: nel complesso, in Italia, ci sono stati 156,5 nuovi isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, 8,1 nuovi ricoveri ordinari (per 100.000 abitanti) e 0,8 nuovi ricoveri in terapia intensiva ogni 100.000 abitanti. Circa il 95% dei nuovi casi è stato, quindi, gestito a domicilio.

E’ quanto emerge dalla 26.esima puntata dell’Instant Report Covid-19 dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’università Cattolica, che effettua un confronto sistematico dell’andamento della diffusione di Sars-Cov-2 a livello nazionale.

“Dei nuovi casi registrati nell’ultima settimana in Italia – ribadisce Gianfranco Damiani, professore associato di Igiene generale ed applicata – il 95% è stato posto in isolamento domiciliare, con il valore massimo registrato in Campania (98%) e il valore minimo in Liguria (87%)”.

In questo report sono state analizzate le diverse modalità messe in campo per le cure intermedie: le soluzioni alberghiere, utilizzate da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria; le Rsa/strutture sanitarie e sociosanitarie/strutture residenziali a bassa intensità dedicate in via esclusiva a pazienti Covid-19, utilizzate da Friuli-Venezia Giulia, provincia autonoma di Trento e Toscana; la riconversione di strutture già presenti sul territorio (ospedali di comunità, attivazione ospedali dismessi), a cui fanno ricorso Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

“Ben 15 regioni italiane – sottolinea Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università Cattolica e coordinatore del gruppo di lavoro – al momento hanno previsto soluzioni alberghiere, utilizzo di strutture sanitarie e sociosanitarie o riconversione di strutture già esistenti sul territorio per alleggerire il carico di paziente ricoverato nelle strutture ospedaliere”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*