Condannato a due mesi per segreto d’ufficio
e assolto dall’accusa di associazione per delinquere
La sentenza del 15 giugno 2026
Il tribunale di Perugia ha emesso oggi la sentenza nel procedimento a carico di Emilio Duca, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il collegio giudicante, presieduto dalla giudice Natalia Giubilei e composto dai magistrati Edoardo Esposito e Paolo Sconocchia, ha inflitto a Duca due mesi di reclusione per rivelazione di segreto d’ufficio. Al tempo stesso lo ha prosciolto dall’accusa di associazione per delinquere, con la formula «il fatto non sussiste».
Si chiude così uno stralcio processuale rimasto a lungo sospeso, separato dal filone principale di Concorsopoli per ragioni legate alle condizioni di salute dell’imputato.
Il contesto: i concorsi pilotati nella sanità umbra
Il procedimento si inserisce nel quadro dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati nell’ambito del sistema sanitario regionale umbro, vicenda che ha segnato profondamente la vita politica e istituzionale dell’Umbria negli ultimi anni. Secondo la ricostruzione accusatoria, Duca avrebbe rivelato informazioni riservate in relazione a un concorso per due dirigenti medici di chirurgia maxillo-facciale presso lo stesso Santa Maria della Misericordia. La selezione, secondo l’accusa, sarebbe stata orientata a favorire candidati sostenuti da ambienti politici.
Il processo principale, da cui era stata scorporata la posizione dell’ex direttore, si era concluso il mese scorso con le condanne in grado di appello di diversi imputati eccellenti. Tra questi, l’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’ex segretario regionale del Partito democratico Gianpiero Bocci. Entrambi erano stati chiamati a rispondere, tra l’altro, del medesimo reato associativo.
Una pena già definitiva alle spalle
La condanna odierna a due mesi si aggiunge a una situazione giudiziaria già pesante per Emilio Duca. La Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibili, nel febbraio 2025, i ricorsi presentati sia dalla difesa sia dalla pubblica accusa in un procedimento precedente. Quella decisione aveva reso definitiva la condanna a due anni e undici mesi per i reati di falso e rivelazione di segreto d’ufficio, relativi ad altri concorsi dell’azienda ospedaliera perugina.
Duca sta già espiando quella pena in regime di affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa alla detenzione concessa in considerazione delle sue condizioni personali.
La reazione della difesa
L’avvocato Francesco Falcinelli, legale di Emilio Duca, ha espresso soddisfazione per la parte assolutoria del verdetto. «Apprezzo la decisione del tribunale che ha assolto Emilio Duca dalla contestazione legata al reato associativo perché il fatto non sussiste», ha dichiarato il difensore. Ha tuttavia annunciato che, per quanto riguarda la condanna a due mesi, la difesa valuterà le proprie iniziative dopo il deposito delle motivazioni, atteso entro novanta giorni. L’ipotesi di un ricorso in appello rimane pertanto aperta.
Il peso della vicenda Concorsopoli
Lo scandalo dei concorsi nella sanità umbra aveva scosso il sistema politico regionale fin dai primi anni di indagine, portando alle dimissioni di figure di primo piano e aprendo un lungo dibattito sulla trasparenza nelle nomine pubbliche. Il procedimento principale aveva coinvolto decine di imputati, con condanne cumulative che avevano superato i ventisette anni di reclusione nel solo primo grado. Il nome di Emilio Duca era rimasto centrale nell’intera vicenda, sia per il ruolo apicale ricoperto nell’ospedale perugino sia per la natura dei reati contestati, che riguardavano la gestione diretta delle procedure di selezione del personale medico.
La sentenza odierna rappresenta dunque un nuovo capitolo di una storia giudiziaria ancora non del tutto conclusa, almeno per quanto riguarda i gradi di giudizio superiori.

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