Caso Prospero, Bruzzone in aula e il ruolo delle chat online

Caso Prospero, Bruzzone in aula e il ruolo delle chat online
Photo TommyB

La consulente sostiene il nesso tra i messaggi e il suicidio

📌 FLASH NEWS – Nel processo per la morte di Andrea Prospero, la criminologa Roberta Bruzzone ha indicato alla Corte di assise di Perugia un nesso tra le chat con l’imputato e il suicidio. Nel pomeriggio parleranno i consulenti della difesa.


La testimonianza della criminologa Roberta Bruzzone, consulente della parte civile, è stata al centro dell’udienza davanti alla Corte di assise di Perugia per la morte di Andrea Prospero. Il ragazzo venne trovato senza vita nel capoluogo umbro nel gennaio 2025. Il processo riguarda il ruolo attribuito a un amico virtuale del giovane, attualmente imputato con l’accusa di istigazione al suicidio. Il punto principale affrontato durante l’intervento della criminologa è stato il possibile nesso di causalità tra i messaggi scambiati in chat e la decisione della vittima di togliersi la vita. Secondo la ricostruzione presentata dalla consulente, l’interlocutore avrebbe avuto la possibilità di interrompere la successione degli eventi o di assumere un comportamento differente. Avrebbe invece continuato a indicare il suicidio come una possibile risposta ai disagi manifestati dal giovane.

L’analisi delle conversazioni digitali

Roberta Bruzzone ha illustrato alla Corte la propria valutazione sul contenuto e sul significato delle conversazioni intercorse tra Andrea Prospero e l’imputato. Per la consulente della parte civile, i messaggi non avrebbero rappresentato soltanto un elemento marginale o estraneo alla decisione finale del ragazzo. L’esperta ritiene che le frasi inviate dall’amico virtuale abbiano esercitato un’influenza determinante. Tra i messaggi esaminati compare anche l’espressione «Vai ammazzati, ce la puoi fare», attribuita all’utente indicato nelle conversazioni con il nome di “Volpe online”. Per la criminologa, quelle parole devono essere analizzate tenendo conto delle condizioni di disagio manifestate dal giovane e dell’evoluzione complessiva del dialogo. La tesi esposta in aula è che l’imputato non avrebbe cercato di dissuadere Andrea Prospero, ma avrebbe rafforzato il suo proposito fino alle fasi conclusive della conversazione.

La tesi sostenuta dalla parte civile

Nel corso dell’udienza, Bruzzone ha sostenuto che Andrea Prospero, senza l’intervento dell’interlocutore virtuale, non avrebbe portato a compimento il gesto. La consulente ha descritto il presunto contributo dell’imputato attraverso l’immagine di una persona spinta verso il fondo di un burrone. Si tratta della valutazione tecnica proposta dalla parte civile e sottoposta all’esame della Corte. Il processo dovrà stabilire se le conversazioni abbiano avuto una rilevanza causale e se il comportamento contestato all’imputato possa essere ricondotto al reato di istigazione al suicidio. L’accertamento giudiziario riguarda quindi il rapporto tra le parole scritte nella chat, le condizioni personali della vittima e la successiva decisione del ragazzo. La Corte dovrà esaminare le diverse interpretazioni offerte dai consulenti e valutare gli elementi acquisiti durante il dibattimento.

Gli esperti indicati dalla difesa

L’udienza è destinata a proseguire nel pomeriggio con gli interventi dei consulenti della difesa. Davanti alla Corte sono attesi un medico legale, uno psicologo e una tossicologa, chiamati a esporre le rispettive valutazioni tecniche. La strategia difensiva punta a rimettere in discussione la ricostruzione presentata dalla parte civile, affrontando anche il tema dell’imputabilità dell’accusato. Uno degli aspetti che saranno sottoposti alla Corte riguarda la possibile esistenza di condizioni compatibili con il riconoscimento della semi-infermità mentale. L’obiettivo principale della difesa resta comunque ottenere l’assoluzione. La questione relativa alla capacità dell’imputato costituisce una linea subordinata che dovrà essere valutata sulla base dei contributi specialistici presentati nel corso dell’udienza.

Il confronto tra le diverse valutazioni

Le deposizioni dei consulenti rappresentano un passaggio centrale del processo perché riguardano sia il contenuto delle conversazioni sia le condizioni psicologiche delle persone coinvolte. La Corte dovrà confrontare la tesi illustrata da Roberta Bruzzone con le conclusioni che saranno formulate dagli esperti della difesa. Il dibattimento dovrà chiarire se i messaggi attribuiti all’imputato abbiano avuto un ruolo concretamente decisivo oppure se il gesto di Andrea Prospero debba essere interpretato attraverso una diversa ricostruzione causale. La posizione sostenuta dalla parte civile non costituisce una decisione giudiziaria definitiva. Allo stesso modo, le argomentazioni della difesa dovranno essere sottoposte alla valutazione della Corte insieme alle altre risultanze processuali.

La decisione affidata alla Corte di assise

Il procedimento resta aperto e la responsabilità dell’imputato dovrà essere stabilita al termine del processo. La Corte di assise di Perugia sarà chiamata a pronunciarsi dopo aver completato l’esame dei consulenti e degli ulteriori elementi ammessi nel dibattimento. Fino alla sentenza definitiva vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Le contestazioni formulate dall’accusa e le valutazioni presentate dalla parte civile dovranno quindi essere verificate nelle sedi giudiziarie previste.

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