Case di riposo abusive, non potevano ospitare anziani non autosufficienti
Cinque case di riposo abusive, titolari denunciati e 43 medici di base sotto inchiesta. È il bilancio di un blitz dei Carabinieri del Nas scattato in tutta l’Umbria. I Carabinieri del Nas hanno fatto controlli a tappeto nelle residenze che ospitano anziani autosufficienti. I blitz dei militari, affiancati dal nucleo di valutazione multidimensionale (Nvm) delle Usl 1 e 2, risalgono al febbraio scorso.
Sono stati denunciati in Umbria cinque titolari di altrettante case di riposo, non autorizzate ad accogliere persone non autosufficienti. Strutture dove non c‘erano infermieri e medici. I titolari sono stati denunciati alle procure di Perugia e Terni.
Su 89 anziani identificati ben 65 sono risultati non autosufficienti. Molte di queste beneficiavano infatti dell’assegno dell’Inps, riconosciuto per le persone che necessitano di accompagnamento. Ma l’attività dei Carabinieri del Nas è andata oltre i responsabili delle strutture. Anche 43 medici di base, in rapporto con i 65 pazienti non autosufficienti, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.
I medici sono accusati di aver certificato che i 65 anziani fossero autosufficienti, così da consentire alle strutture sanitarie controllate di poterli ospitare. I non autosufficienti per legge devono stare nelle residenze protette. Per adesso gli anziani non sono stati trasferiti per evitare rischi legati all’emergenza sanitaria.

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