Carabinieri intervengono nella notte in un’abitazione dell’amerino

Carabinieri intervengono nella notte in un’abitazione dell’amerino

Aggressione soccorritori 118 e arresto: violenza su sanitari

Un intervento sanitario richiesto in piena notte si è trasformato in una situazione di forte tensione, culminata con l’arresto di un giovane dell’amerino che ha aggredito più volte il personale del 118. L’episodio, avvenuto tra sabato e domenica, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Terni, chiamati a gestire una condizione rapidamente degenerata, come riporta il comunicato della Legione Carabinieri Umbria.

L’intervento nella casa di famiglia e la prima aggressione

La vicenda ha avuto origine ad Amelia, dove i genitori del 23enne hanno chiesto aiuto dopo aver constatato il suo stato di forte alterazione. All’arrivo dell’equipaggio del 118 e della pattuglia dell’Arma, il giovane ha mostrato fin da subito un comportamento estremamente aggressivo, opponendo resistenza e impedendo ai sanitari di prestare assistenza. Nel momento in cui è stato caricato sull’ambulanza, la situazione è precipitata: il ragazzo ha colpito con un pugno al volto un infermiere e ha sferrato un calcio all’addome di una collega. Nonostante le difficoltà, il personale sanitario è riuscito a farlo salire sul mezzo e a dirigersi verso l’ospedale di Terni.

La corsa verso il “Santa Maria” e la seconda ondata di violenza

Durante il tragitto sulla SS675, il giovane ha continuato a dimenarsi con forza, colpendo nuovamente l’infermiere, questa volta al costato. L’autista dell’ambulanza è stato costretto a fermarsi per garantire la sicurezza dell’equipaggio, prima di riprendere la marcia verso il Pronto Soccorso. All’arrivo al “Santa Maria”, i sanitari hanno trovato una pattuglia della Radiomobile già presente per un altro intervento. La collaborazione tra i due equipaggi ha permesso di trasferire il 23enne nella Sala Emergenze, dove è stato sedato e sottoposto agli accertamenti clinici. Gli esami hanno evidenziato l’assunzione di farmaci e cocaina, elemento che ha contribuito a spiegare l’intensa agitazione mostrata durante tutto l’intervento.

Le testimonianze, l’arresto e le condizioni dei sanitari

Nel frattempo, i Carabinieri hanno raccolto le testimonianze del personale del 118, due dei quali hanno riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Ricostruita la dinamica, i militari hanno proceduto all’arresto del giovane per lesioni personali ai danni di esercenti una professione sanitaria. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, dopo la dimissione ospedaliera il 23enne è stato posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il giudice, nel confermare l’arresto, ha applicato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con permanenza notturna presso il proprio domicilio.

Un caso che riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli operatori

L’episodio riporta al centro del dibattito la sicurezza degli operatori sanitari, sempre più spesso esposti a situazioni di rischio durante interventi domiciliari o in ambulanza. La violenza subita dal personale del 118, impegnato in un’attività di soccorso, evidenzia la necessità di strumenti e protocolli che tutelino chi opera in prima linea. Il procedimento penale è attualmente in fase di indagini preliminari. Come previsto dalla legge, fino a eventuale condanna definitiva, l’indagato deve essere considerato innocente.

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