Corte d’Appello di Firenze ribalta la condanna di primo grado
L’ex pubblico ministero della Procura della Repubblica di Perugia, Manuela Comodi, è stata assolta con formula piena dalla Corte d’Appello di Firenze nel procedimento che la vedeva imputata per presunti accessi abusivi ai sistemi informativi della Procura. La sentenza è stata pronunciata alle 15:30 e riforma integralmente il verdetto emesso in primo grado dal Giudice dell’udienza preliminare di Firenze, che aveva condannato l’ex magistrato alla pena di tre mesi di reclusione.
La Corte ha pronunciato l’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, escludendo quindi la configurabilità del reato contestato. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro sessanta giorni.
La vicenda giudiziaria
Il procedimento riguardava una serie di accessi ai sistemi informativi della Procura della Repubblica effettuati nel periodo compreso tra il 2019 e il 2022. Secondo l’impostazione accusatoria, tali consultazioni avrebbero integrato il reato di accesso abusivo ai sistemi informatici.
Tra gli episodi oggetto del processo figurava anche un accesso effettuato il 16 maggio 2019 ai dati relativi alle iscrizioni riguardanti il dottor Luca Palamara. Questo episodio, insieme agli altri contestati nello stesso arco temporale, costituiva parte del quadro accusatorio esaminato dai giudici.
Nel giudizio di primo grado il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Firenze aveva ritenuto fondate le contestazioni formulate dalla Procura, pronunciando una condanna a sei mesi di reclusione nei confronti dell’ex pubblico ministero.
Il ribaltamento della sentenza
La decisione della Corte d’Appello modifica completamente l’esito del primo giudizio. I magistrati del secondo grado hanno infatti accolto le ragioni dell’impugnazione presentata dalla difesa, arrivando a un’assoluzione con la formula più ampia prevista dall’ordinamento penale, “perché il fatto non sussiste”.
La pronuncia rappresenta il completo superamento della precedente condanna e chiude il giudizio di appello con una diversa valutazione delle contestazioni mosse nei confronti di Manuela Comodi.
Per conoscere nel dettaglio il percorso argomentativo seguito dalla Corte sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni, fissato entro sessanta giorni dalla lettura del dispositivo. Sarà quel documento a spiegare le ragioni giuridiche che hanno portato all’assoluzione piena dell’ex magistrato.
La difesa dell’ex pubblico ministero
Manuela Comodi è stata assistita nel giudizio di appello dagli avvocati Chiara Lazzari e Alessandro Cannevale, che hanno sostenuto l’insussistenza delle accuse contestate e chiesto la riforma della sentenza di primo grado.
Con la decisione pronunciata nel pomeriggio dalla Corte d’Appello di Firenze, il procedimento di secondo grado si conclude quindi con l’assoluzione piena dell’ex pubblico ministero della Procura della Repubblica di Perugia dall’accusa di accessi abusivi ai sistemi informativi. Rimane ora atteso il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro sessanta giorni, che consentirà di conoscere le ragioni alla base della decisione adottata dal collegio giudicante.
In tutto gli accessi contestati erano 6, per altri 3 era già stata assolta in primo grado. A causa della condanna in primo grado, il CSM aveva trasferito cautelarmente la Comodi al Tribunale civile di Milano (è già partita per il capaoluogo Lombaro, dove domattina riprenderà servizio)

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