Asia Basilici, emergenza psichiatrica ignorata dalle istituzioni

Madre denuncia carenze nella tutela della figlia fragile

La madre denuncia fughe, ricoveri negati e silenzi della ASL

La vicenda di Asia Basilici, giovane umbra affetta da gravi disturbi psichiatrici, si aggrava giorno dopo giorno, mentre la madre Francesca lancia un appello disperato alle istituzioni. Asia, 21 anni, riconosciuta invalida totale dal 2020 per un disturbo bipolare degenerato in una condizione borderline con elevata pericolosità sociale, è al centro di una spirale di emergenze mediche, violenze subite e fughe da strutture sanitarie.

Negli ultimi mesi, la giovane ha avuto ripetuti accessi al Pronto Soccorso, tra cui uno per crisi psicomotoria con rischio vitale, un altro per autolesionismo grave e l’ultimo per percosse subite da un ragazzo già denunciato più volte dalla madre. Nonostante la gravità degli episodi, nessun ricovero è stato disposto, neppure in codice rosso, e le dimissioni sono avvenute contro il parere dell’amministratore di sostegno.

La madre denuncia l’inerzia dell’azienda sanitaria locale, che ha ignorato le richieste di ricovero in SPDC e ha lasciato cadere nel vuoto anche la proposta di inserimento in una struttura del Veronese. Asia, in attesa di una collocazione definitiva, si è allontanata dalla Comunità dove era ospitata temporaneamente. La fuga, avvenuta domenica pomeriggio, è stata segnalata immediatamente, ma la ragazza è tuttora irreperibile e priva dei farmaci essenziali.

Il quadro clinico e sociale di Asia è compromesso: la sua condizione richiede interventi urgenti, ma le risposte istituzionali continuano a mancare. Il giudice, dopo due udienze, si è detto favorevole all’interdizione, ma la procedura resta sospesa. Intanto, la madre si ritrova sola a fronteggiare una situazione che definisce “fuori controllo”, con il timore costante che la figlia possa essere coinvolta in nuovi episodi critici.

L’amministratore di sostegno, presente durante l’ultimo accesso al Pronto Soccorso, ha confermato la necessità di un ricovero immediato, ma anche il suo intervento è stato ignorato. La famiglia, ormai allo stremo, chiede una presa in carico concreta e tempestiva, affinché Asia possa ricevere le cure adeguate in una struttura protetta.

La storia di Asia non è solo un caso clinico, ma il simbolo di una fragilità istituzionale che lascia scoperti i soggetti più vulnerabili. La madre, con forza e dignità, continua a lottare per la sicurezza della figlia, mentre il silenzio delle autorità si fa sempre più assordante.

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